martedì 27 settembre 2016

E' ORA DI PARLARE DI INCORPORAZIONE – PARTE SECONDA

14 Settembre a Cavallasca Consiglio Comunale aperto, tema l'incorporazione con Cavallasca, presente un pubblico numeroso.
Apre la serata il sindaco Ronchetti il quale inizia elencando i vantaggi dell'incorporazione:
- sinergie nel personale e assunzioni
- contributi statali di 600.00 euro/anno per 10 anni.
Inoltre dal confronto con il sindaco di S. Fermo:
- verranno garantiti i servizi essenziali a favore delle fasce più deboli e potenziati i servizi sociali
- il PGT di Cavallasca che prevede crescita 0 non verrà toccato
- verranno parificati i contributi e le tasse per l'asilo e le scuole elementari
- la biblioteca di Cavallasca resterà aperta
- si avranno vantaggi a livello di organizzazione degli uffici a seguito delle sinergie del personale
- tutte le organizzazioni presenti sul territorio verranno mantenute
- in caso di vincita del si per effetto della Legge l'amministrazione di Cavallasca scomparirà, nello statuto si inseriranno dei rappresentanti per Cavallasca.

Sembra la fotocopia della presentazione di Mascetti, tanti proclami generici, nessun progetto concreto, e nessun accenno al buco di bilancio.

Belluso chiede le dimissioni del Sindaco in caso di vincita del no e Ronchetti respinge la richiesta. Dichiara che è favorevole alla fusione, anche se non ci sono garanzie da parte di Mascetti, perché il suo comune non è più in grado di mantenersi finanziariamente e in questo modo si rottamerà un'amministrazione incapace.

Gagliardi mette in evidenza che se Mascetti fino ad oggi non ha mostrato nessun interesse a come risolvere la questione della rappresentanza, non avrà interesse certo dopo la vincita del si al referendum. Ribadisce il no alla fusione del suo gruppo per:
- la tipologia della fusione, visto che già nel 2011 avevano chiesto e ottenuto dal consiglio fondi per uno studio di fattibilità su un progetto di fusione, studio che poi non è mai stato commissionato
- per la mancanza assoluta di certezze su tutti i fronti, visto che di scritto non c'è niente.

A chi chiede di elencare gli svantaggi Ronchetti risponde che non ce ne sono.
A chi chiede se passa il no cosa succede risponde che non è veggente. E' in attesa che il piano di riequilibrio venga autorizzato, in questo caso il comune dovrà pagare 48.000 euro/anno per 8 anni.
Più persone chiedono che organismo rappresenterà Cavallasca all'interno dell'amministrazione di S. Fermo, con che funzione e come verranno nominati i rappresentanti al fine di non perdere l'identità della comunità; risponde il vicesindaco dicendo che si sta trovando (con chi non si sa....) una modalità per dare voce a Cavallasca all'interno dell'esecutivo. Non è possibile inserire nella giunta di S. Fermo una persona di Cavallasca (Ronchetti precisa che c'è comunque l'assessore Burgassi che risiede in paese.....) ma si sta pensando ad una commissione mista con rappresentanti di entrambi i paesi, o ad una persona di Cavallasca in giunta a S. fermo senza diritto di voto.
Più persone chiedono di porre dei punti fermi all'amministrazione di S. Fermo primi tra tutti la rappresentatività e il PGT, criticando la mancanza di metodo e i contenuti fino a qui esposti.
Altri presenti chiedono delucidazioni sul debito, sulla tempistica della fusione, garanzie sul PGT, su Villa Imbonati. Ronchetti spiega che riguardo al buco di bilancio si è attivato un percorso per cui verranno individuate le responsabilità. In caso di fusione nel 2017 verranno abbassate tutte le aliquote e cancellato lo sforamento del patto di stabilità. Inoltre entro il 2016 le gestioni associate dovranno essere estese a tutti i servizi, pertanto questo è già il preludio a una fusione (aggiungo anche qui senza progetti.....).
L'ultimo intervento sottolinea come il paese sta vivendo un momento inglorioso, la fusione prevede un percorso condiviso mentre l'incorporazione cancellerà l'identità e la cultura dell'intera comunità, per questo le persone di sentono tradite e abbandonate. Compito dell'attuale sindaco e giunta è quello di vigilare perché questo non avvenga.


Nell'incontro successivo tenutosi il 15 Settembre a S. Fermo alla presenza dei due Sindaci, il copione sostanzialmente non varia.
Mascetti e Ronchetti hanno elencato i lati positivi della fusione (parificazione delle aliquote, servizi migliori, più fondi per le persone in difficoltà, ottimizzazione del personale....), sottolineando che non è un'operazione solo di natura economica ma che si consegnerà un paese migliore alle future generazioni.
La rappresentatività di Cavallasca all'interno del Consiglio verrà garantita con una variazione allo stato.
Si è discusso molto sul debito di Cavallasca, sono state confermate le cifre comunicate in precedenza, così come è stato confermato che 300.000 euro/anno serviranno a pagare debito e parificare le aliquote/servizi di Cavallasca, mentre i restanti 300.000 euro dei 600.000 incassati come contributi statali saranno a disposizione del nuovo paese.
Paola Mascolo chiede se in caso di vincita del no si potrebbe prospettare una fusione, risponde Mascetti dichiarando che se i cittadini voteranno no, lui intende no non solo all'incorporazione ma anche ad una fusione, quindi non ci sarà nessun progetto in proposito.
Oltre al tema economico/finanziario l'altro tema più gettonato è stato come garantire la rappresentanza di Cavallasca all'interno del consiglio di S. Fermo. Risponde sempre Mascetti dicendo che ad oggi non può stabilire il raggio di azione di questo futuro gruppo così come non ha senso dire chi mettere, come mettere e cosa fare perché in ogni caso il consiglio comunale è sovrano (più chiaro di così!!!), Ronchetti si dichiara d'accordo.
Enzo Tiso chiede che tutto quanto fin'ora detto venga messo nero su bianco in modo da avere già dei punti condivisi, compresa la forma di rappresentanza e propone una commissione eletta direttamente dai cittadini di Cavallasca. Anche per i servizi chiede che si faccia uno studio di fattibilità prima del referendum.
Risponde Mascetti che dichiara per l'ennesima volta che non ci sarà nessun tavolo sia per la commissione di rappresentanza sia i per servizi perché deciderà la giunta.

Oramai è tutto chiaro......nessun confronto su nessun argomento. Prendere o lasciare.

giovedì 22 settembre 2016

Finalmente arriva un motivato No della Regione alla nuova strada di collegamento tra San Fermo della Battaglia e l’Ospedale
 
La giunta Mascetti si ostina però a negare l’evidenza.

Dopo una lunga procedura di Valutazione di Impatto Ambientale, avviata dalla Regione Lombardia nel lontano Marzo 2012, finalmente gli uffici regionali hanno comunicato lo scorso 26 Agosto che:

non risulta possibile emettere giudizio di compatibilità ambientale positiva”

La nota regionale protocollata a San Fermo il 30 Agosto, preannuncia quindi un provvedimento formale e definitivo di diniego alla realizzazione del progettato collegamento viario tra via Peneporto e l’Ospedale Sant’Anna.

La Giunta Mascetti non si rassegna ancora e con una delibera del 31 Agosto incarica il solito avvocato Elia di Matteo ad opporsi alla decisione regionale.

Impresa ardua perché lo studio di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) elencava, con ampia e articolata documentazione (che tutti possono consultare sul sito http://silvia.regione.lombardia.it/silvia/) i gravissimi danni che deriverebbero all’ambiente e la criticità nel mettere in atto misure di compensazione e mitigazione. Inoltre si mettevano in discussione le stesse motivazioni dell’intervento sulla base di analisi realistiche di un effettivo fabbisogno. Per di più si dimostrava che si poteva addirittura aggravare l’intensità del traffico in alcune zone vicine all’ospedale.

Come abbiamo altre volte scritto non si comprende questa ostinazione nel voler realizzare a tutti i costi una opera che è stata definita costosa, dannosa ed inutile non solo dai soliti ambientalisti rompiscatole ma da molte autorevoli voci (anche all’interno della stessa Provincia che dovrebbe realizzarla) ed ora anche dalla Regione. 
 
Per di più dopo una campagna elettorale durante la quale il candidato sindaco Mascetti spergiurava che uno dei suoi obiettivi era la difesa del territorio e la riduzione del consumo di suolo. Peccato che per la realizzazione dell’opera si dovrebbero sacrificare almeno 23.700 metri quadri di suolo boscato e 1.700 metri quadrati di terreno agricolo!

Il tutto fa pensare che le motivazioni siano altre. Se è così, sarebbe ora che queste motivazioni, se non disdicevoli, vengano espresse.


sabato 10 settembre 2016

E' ORA DI PARLARE DI INCORPORAZIONE
 
Ieri sera, 9 Settembre, a San Fermo Consiglio Comunale aperto, tema la fusione con Cavallasca.
Presenti tutti i consiglieri e un pubblico numeroso, composto per la maggior parte da Cavallaschini.
Apre la serata il sindaco Mascetti il quale annuncia che ci saranno numerosi incontri con la popolazione, prima del referendum del 9 Ottobre, per dare la possibilità a tutti di poter intervenire. Introduce il tema precisando che la fusione che intende fare non è solo un intervento per portare soldi o risolvere il problema del bilancio di Cavallasca, ma è un investimento per il futuro, perché i nostri figli devono ricevere in eredità un comune più forte nei servizi, con tasse al minimo, con personale efficiente e con i costi di gestione ridotti al minimo. Con Cavallasca ci sono già alcuni servizi unificati, vigilanza, protezione civile, servizi sociali, ufficio tecnico, ora si deve puntare alla parificazione della tassazione dei servizi, ad esempio la tariffa dell'asilo. La fusione porterà 600.000 euro all'anno per 10 anni. Ha fatto i conti; 300.000 euro all'anno serviranno per pagare il debito di bilancio (50.000 euro/anno) e parificare le aliquote di Cavallasca alle aliquote di San Fermo, gli altri 300.000 euro saranno a disposizione di tutti i cittadini del nuovo comune. Per quanto riguarda la forma di rappresentanza richiesta dal nostro gruppo e da altre parti, comunica che ne ha già parlato con Ronchetti. Conclude dicendo che l'incorporazione ha solo pro e nessun contro, quindi invita tutti a votare SI al referendum.
Prende la parola il capogruppo Tettamanti, ripercorre le tappe che hanno portato a prendere la decisione della fusione per incorporazione, in modo da evitare ai cittadini di Cavallasca di pagare troppe tasse, e per scongiurare fusioni con Como. Ribadisce che la cifra che andremo ad introitare basterà per tutti. Il fine ultimo è comunque gestire tutte queste risorse al meglio per ottimizzare.
Interviene il capogruppo Butti Massimo che ribadisce no all'incorporazione con Como, quindi si alla fusione con Cavallasca per coprire il buco di bilancio e chiede 1 di sapere la cifra del debito di Cavallasca, 2 la certezza che nessun amministratore di Cavallasca entri in Giunta, 3 che il nome del nuovo comune resti San Fermo della Battaglia.
E' il turno del capogruppo di San Fermo Democratica Enzo Tiso. Pubblichiamo di seguito il suo intervento.
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Fusione qualche premessa:
esiste già una casistica consistente sulla base di varie esperienze in Italia di fusione di comuni. Da questa casistica è stato possibile indicare quali sono i vantaggi ma anche che ci sono dei rischi.
Quali vantaggi:
  • possibilità di migliorare nei comuni interessati l'efficienza e la qualità dei servizi e uffici,
  • la possibilità di economie di scala nei costi (esempio con appalti unici),
  • maggiori investimenti utilizzando le risorse economiche messe a disposizione dallo Stato, miglior controllo urbanistico, maggior peso istituzionale del nuovo ente (pensiamo ai nuovi compiti derivanti dallo scioglimento delle province) …

Vi sono però anche dei rischi:
  • il nascere nella popolazione di un pregiudizio che la fusione porti alla perdita di identità territoriale e ad una sorta di smarrimento culturale,
  • la possibilità che i nuovi servizi vengano erogati in modo disomogeneo,
  • le possibili resistenze del personale pubblico che non accetta il cambiamento …

La normativa inizialmente nata per favorire la fusione, enunciata nel testo unico degli enti locali ed esplicitata in un decreto del 2000 e da norme regionali, per evitare questi rischi, prevede una seria di tappe amministrative , tempi adeguati e soprattutto un rapporto paritario tra i comuni interessati.
Noi ora non stiamo applicando questa normativa ma una legge successiva la 56 del 2014, Legge Del Rio, che, prevedendo l’incorporazione, non mette più i comuni interessati sullo stesso piano.

I vantaggi rimangono tutti, ma i rischi, se non ben presidiati, potrebbero prevalere.
Noi di San Fermo Democratica
- siamo stati da sempre favorevoli alla fusione dei piccoli comuni per tutti i vantaggi che ne derivano visti prima.
- avremmo preferito, per evitare i rischi, una fusione di tipo tradizionale, applicando la normativa del 2000, con una adeguata fase preparatoria che coinvolgesse in tempo tutti gli interessati, procedura che tiene conto di tutti gli aspetti di un percorso democratico
- se questo percorso fosse stato concluso nel 2015 saremmo già un solo comune con tutti i benefici del caso, limitando (molto probabilmente) la bancarotta di Cavallasca, e avremmo nel 2016 potuto svolgere delle elezioni per il nuovo Comune coinvolgendo correttamente e democraticamente anche gli abitanti di Cavallasca
- vista la situazione finanziaria di Cavallasca, abbiamo appoggiato la proposta di fusione per incorporazione sulla base della Legge Del Rio, anche per evitare un salasso economico alle famiglie, pensando che i vantaggi derivanti dall'incorporazione saranno comunque simili a quelli derivanti da una fusione tradizionale a beneficio di entrambe le comunità, con un occhio non solo alla fase contingente ma anche alle future generazioni.

Dobbiamo però a maggior ragione evitare i rischi prima elencati:
  • ad oggi per i nostri concittadini di San Fermo l’incorporazione potrebbe essere vista solo come una manovra per salvare Cavallasca dal dissesto finanziario senza comprendere che la fusione tra due comuni è ben altro.
  • Per contro i cittadini di Cavallasca potrebbero vederla come un tentativo di “invasione” approfittando delle difficoltà di bilancio in cui sono, loro malgrado, incappati.

Che fare allora?

Le nostre parole chiave per intraprendere questo processo devono essere:
  • democrazia per evitare che Cavallasca venga di fatto fagocitata,
  • trasparenza perché tutte le fasi del processo di incorporazione siano comprese da tutti a San Fermo e a Cavallasca
  • e partecipazione perché il nuovo comune sarà di tutti

A tal proposito già in data 11 Agosto avevamo chiesto l'istituzione immediata di una commissione trasversale con tutte le rappresentanze politiche presenti nei due Consigli Comunali, al fine di evitare che tutte le decisioni vengano assunte solo da San Fermo o solo dai due sindaci.
Questa commissione dovrebbe affrontare tutte le problematiche inerenti la fusione, raccogliendo anche le indicazioni che perverranno dai cittadini durante le assemblee pubbliche indette.

Tra i temi da approfondire a nostro avviso ci sono prioritariamente i punti che anche la Legge Del Rio 56/2014 cita nell'art. 130, ovvero:
Lo statuto del comune incorporante prevede che alle comunita' del comune cessato siano assicurate adeguate forme di partecipazione e di decentramento dei servizi. A tale scopo lo statuto e' integrato entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge regionale di incorporazione”.

Quindi, è necessario che per questi due punti le due amministrazioni tutt'ora in carica ne declinino almeno i principi, e che la popolazione ne venga informata al più presto:
in che modo?
  • impostare fin d'ora la modifica dello statuto comunale al fine di prevedere un organismo, per favorire la partecipazione allargata, in carica fino alle elezioni del 2021. A tal proposito il nostro gruppo propone la costituzione di un comitato di quartiere eletto direttamente dai cittadini residenti a Cavallasca, il cui rappresentate riferisca direttamente in Consiglio Comunale
  • per quanto riguarda il decentramento dei servizi, è necessario almeno affrontare il problema dell’adeguatezza numerica e professionale del personale, e l'ubicazione delle sedi. In un secondo tempo si dovrà tener conto di come omogeneizzare tra loro i servizi; orari di apertura degli uffici, collegamenti intercomunali Cavallasca-San Fermo, biblioteca, trasporti alunni, mensa scolastica, servizi sociali, vigilanza urbana, ecc
  • prendere visione dei bilanci, in modo tale che tutti i capi gruppo consiliari possano concretamente prendere atto della situazione economica/finanziaria dei due Comuni, verificando le entrate e le uscite nel dettaglio (tasse e tributi, contributi statali e regionali, ecc), iniziando ad omogeneizzare ed armonizzare le aliquote tributarie, e riformulare i piani di investimento pluriennali individuando le priorità di intervento
  • armonizzare lo sviluppo urbanistico di un territorio che diventa più ampio e articolato confrontando i PGT. (Una delle perplessità che manifestano alcuni abitanti di Cavallasca riguarda il rischio di vedere il proprio territorio devastato a scapito di San Fermo; gli abitanti delle frazioni di San Fermo temono invece di essere ancora di più messi da parte, timore comunque condiviso anche dagli stessi cittadini di Cavallasca che temono di diventare la nuova periferia di San Fermo).
  • verificare i trasporti pubblici con un confronto con l’azienda trasporti provinciale.

Quindi il nostro è un si all'incorporazione se in questo mese verranno salvaguardate democrazia, trasparenza e partecipazione non in modo astratto ma con impegni concreti e verbalizzati in sede di apposita commissione come richiesto.

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In pratica noi chiediamo di condividere e sottoscrivere degli impegni, per linea di principio, che serviranno poi come impalcatura su cui costruire il nuovo comune, discutere intorno ad un tavolo e abbozzare un progetto.

Come risposta, non solo alla nostra richiesta, ma anche alle richieste simili avanzate nel corso della serata, il Sindaco ribadisce, in pieno stile “Mascetti”:
- l'operatività di come dislocare i servizi e come farli funzionare è di competenza della Giunta, la Giunta è competenza solo del Sindaco e quindi non è argomento di discussione; è inutile discutere ora come spostare le persone e dove mantenere/chiudere i servizi, a tempo debito decideremo
- per quanto riguarda la resistenza al cambiamento del personale ricorda che i dipendenti sono pagati per lavorare e se a qualcuno non va bene è libero di cambiare
- per come sarà rappresentata Cavallasca nel nuovo comune ovvero in che modo sarà garantita la democrazia continua a ripetere che ci sta pensando, e che la democrazia è soddisfatta dal referendum del 9 Ottobre
- alla critica di non avere mai coinvolto le persone sulla decisione del tipo di fusione da intraprendere, visto che è da 4 anni che l'argomento è all'ordine del giorno, e che ora il tempo è troppo breve per comprendere, risponde che se nel 2021 il suo operato sarà giudicato insufficiente i cittadini saranno liberi di non votarlo
- sottolinea più volte che ad oggi non esiste il fantasma della fusione con Como
- a chi avrebbe voluto vedere nero su bianco esplicitato meglio l'aspetto economico, continua a ripetere come un mantra che 230.000 euro servono a pareggiare il bilancio di Cavallasca (a volte sono 300.000....) il resto è per tutti, in più saranno a disposizione i risparmi derivati dall'ottimizzazione dei servizi
- a chi avrebbe voluto discutere su un progetto già abbozzato, risponde che non è il caso di fare previsioni che poi magari non si riusciranno a rispettare, ma che si vedrà di volta in volta.

Sembra già tutto deciso, numerose persone alla fine si sono chieste a cosa è servito questo consiglio aperto se oramai non c'è più spazio per un suggerimento o una critica........

Ci vediamo Lunedì 12 Settembre a Cavallasca 
errata corrige...........Mercoledì 14 Settembre sempre a Cavallasca

lunedì 8 agosto 2016

Pubblichiamo la lettera inviata al Sindaco in vista del consiglio di giovedì 11 Agosto in quanto i consiglieri Tiso e Butti non potranno partecipare.


Ill.mo Sig. Sindaco
del Comune di
San Fermo della Battaglia

Oggetto: Consiglio Comunale 11 Agosto 2016.

In merito all'ordine del giorno del Consiglio Comunale convocato per l'11 Agosto c.a., vista la nostra assenza, comunichiamo la nostra posizione in merito:
- siamo da sempre favorevoli alla fusione dei piccoli comuni per poter unificare e potenziare i servizi alla popolazione
- avremmo preferito una fusione di tipo tradizionale con una adeguata fase preparatoria che coinvolgesse in tempo tutti gli interessati
- se questo percorso fosse stato intrapreso nel 2015 saremmo già un solo comune con tutti i benefici del caso, limitando (molto probabilmente) la bancarotta di Cavallasca
. avremmo nel 2016 potuto svolgere delle elezioni per il nuovo Comune coinvolgendo correttamente anche gli abitanti di Cavallasca
- vista la situazione finanziaria di Cavallasca, abbiamo appoggiato la proposta di fusione per incorporazione al fine di evitare principalmente un salasso economico alle famiglie.
Preso atto della risposta positiva del Consiglio Comunale di Cavallasca del 31 Luglio, in attesa del referendum,

chiediamo

l'istituzione immediata di una commissione trasversale con tutte le rappresentanze politiche, al fine di evitare che tutte le decisioni vengano assunte solo da San Fermo, che affronti i seguenti punti:
  • analizzare e armonizzare i bilanci
  • omogeneizzare le tasse e i tributi
  • riformulare piani di investimento pluriennali individuando le priorità di intervento
  • prendere atto del nuovo tessuto sociale e omogeneizzare i servizi
  • verificare i contributi statali e regionali
  • armonizzare lo sviluppo urbanistico prevedendo una revisione del PGT
  • verificare l’adeguatezza numerica del personale e delle sedi
  • verificare i trasporti pubblici
  • modificare lo statuto comunale al fine di prevedere forme di partecipazione allargata.
Contemporaneamente chiediamo che le due amministrazioni in carica si attivino al più presto organizzando incontri con la popolazione per favorire la più ampia raccolta di opinioni.

Confidando che la nostra proposta possa almeno essere oggetto di dibattito, porgiamo cordiali saluti.

giovedì 28 luglio 2016

Verbale Consiglio Comunale del 29 Giugno 2016
Assenti: Ansideri
Inizio ore 21,15 circa
Presenti nel pubblico n° 10 persone


1° punto: Indirizzi generali di governo: discussione e approvazione
Prende la parola Mascetti per comunicare che gli indirizzi generali del loro mandato coincide con il loro programma elettorale presentato alla popolazione in più occasioni.
Impegno verso la persona e la famiglia da 15 anni e così continueranno. Eletti per fare fatti per aiutare le persone più deboli, poi i cittadini, poi le famiglie, poi le associazioni, poi il territorio”. I punti del programma elencati dal sindaco sono:
- servizi sociali con il mantenimento del livello raggiunto
- sicurezza potenziamento
- pubblica istruzione con investimento di risorse in tecnologie e strutture
- cultura e biblioteca
- sport e tempo libero
- associazioni e il loro sostentamento
- urbanistica mantenendo la spiccata attenzione verso il territorio dimostrata fin dal 2006. Infatti verificando le aree verdi di 15 anni fa sono di fatto le stesse (ma allora gli insediamenti nell'area ex stampa a mano, sulla collina di Camerano, lungo le sponde di via Somaini, nell'area dietro il bar Mirtillo, e le nuove costruzioni di Valdomo in relatà......non esistono!!!)
- ambiente con la raccolta differenziata e la sensibilizzazione verso il recupero (ma se non sanno neanche la % raggiunta di differenziata e non hanno mai coinvolto la popolazione con corsi informativi.......!!!!)
- lavori pubblici. Evita di fare l'elenco di tutti i lavori già fatti, ma chiarisce che l'attenzione sarà rivolta verso le frazioni con l'estensione della rete gas inizialmente a Vergosa, poi PIP e Ravona
- bilancio e tributi; grazie agli introiti del parcheggio riusciamo a garantire servizi di qualità e aliquote basse di tasse e tributi
- Somaini cercare di concludere il progetto “polo scolastico” con convenzione con una scuola privata
- nuovo ospedale realizzare il lotto 2 perché l'ospedale ha bisogno di accessi da più punti, perché in caso di allagamento della strada Tre Camini l'ambulanza da che parte passa? (Risposta: da via Ravona che esiste già.....4.500.000 euro e sbancare una collina per fare passare l'ambulanza quando i Tre Camini si allagano....????) Inoltre con questa strada si collegherebbe Rigamonti, Mornago e Fittavolo più velocemente alla struttura ospedaliera e all'autostrada accontentando i cittadini.

Dopo il consigliere Scalisi prende la parola il capogruppo Tiso che chiede come mai negli indirizzi di governo non sono state inserite anche delle proposte scaturite dai programmi delle altre liste.
Risponde Mascetti dicendo che quello che per loro resta fisso è il loro programma, quindi non capisce cosa di diverso dovrebbero fare. Ascoltano i suggerimenti di tutti ma la priorità è ciò che hanno promesso. Cito testuali parole: “Comunque riprenderemo i programmi delle minoranze e qualcosa di buono troveremo”.........

Interviene Butti Sabrina che legge la dichiarazione riportata di seguito:

DICHIARAZIONE CONSIGLIERI GRUPPO SAN FERMO DEMOCRATICA
PUNTO N. 1 "INDIRIZZI GENERALI DI GOVERNO: DISCUSSIONE E APPROVAZIONE" CONSIGLIO COMUNALE DEL 29/06/2016

Avevamo intravisto nel discorso di insediamento del Sindaco un accenno di mano tesa.
Anche nel volantino di ringraziamento distribuito in quei giorni dal gruppo di maggioranza sembrava ci fosse uno spiraglio di apertura là dove si ringraziava anche chi aveva votato per le altre due liste “per avere evidenziato problematiche che cercheremo di risolvere”.
Ci aspettavamo quindi che l’atto di indirizzo di governo della nuova amministrazione contenesse qualcosa di più rispetto al programma elettorale; ci siamo illusi che potessero essere recepite alcune di queste problematiche.
Nulla di tutto ciò. Viene mantenuto il programma originario come se il dibattito durante la campagna elettorale non fosse mai avvenuto. Un programma che in verità più che stabilire cosa si realizzerà e come lo si realizzerà è semplicemente un riassunto e un elenco di quanto già realizzato dalle passate amministrazioni.
Ma d’altra parte il Sindaco, sempre a margine del discorso di insediamento, aveva detto chiaramente che sarebbero andati avanti come un Caterpillar.
Noi prendiamo atto, avanti pure con le vostre ruspe, attenti però a non lasciare macerie e non fare danni.
Vogliamo però soffermarci su chi è stato indicato per governare, su chi si alternerà al Sindaco alla guida del Caterpillar per realizzare il programma.
Noi infatti non riteniamo legittima la Giunta che ci è stata comunicata.
Nel primo Consiglio abbiamo aspettato a contestarla, volevamo vedere l’atto formale di nomina, prendere atto delle norme citate, per capire come mai era stata aggirata la normativa sulla parità di genere e si era arrivati a nominare una Giunta Comunale che non vede al suo interno nemmeno una donna.
La delibera n 16 del 20/06/2016 è stata pubblicata all’albo 28/06/2016 e non abbiamo trovato nessuna giustificazione a tale omissione.
La norma in vigore per noi è molto chiara sulla necessità di garantire la presenza di entrambi e sessi , soprattutto con l’entrata in vigore della legge 56/2014 che all’art.1 comma 137 recita “nelle giunte comunali di comuni con popolazione superiore ai 3000 abitanti, nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40% con arrotondamento aritmetico”.
Questa legge non è neppure citata nella deliberazione n 16 del 20/06/2016.
Sappiamo che altri piccoli Comuni non hanno in passato rispettato questa norma adducendo varie motivazioni ma esistono già in materia sentenze sia del TAR sia del Consiglio di Stato .
Non può essere considerata motivazione accettabile il fatto che in Consiglio Comunale la maggioranza non abbia eletto nemmeno una donna. Già aveva discriminato le donne mettendone in lista una sola, che non è stata eletta. Lo Statuto Comunale però, prevede all’articolo 30 la possibilità di ricorrere ad assessori esterni: “scelti tra cittadini aventi i requisiti per essere eletti alla carica di Consigliere Comunale”; quindi la norma può e deve essere applicata.
Alla luce di quanto esposto noi voteremo contro questo atto di indirizzo non solo perché non vuole essere rappresentativo delle esigenze di tutte le elettrici ed elettori di San Fermo ma anche perché non riteniamo legittima la Giunta Comunale preposta ad applicarlo visto che non rispetta la normativa sulla parità di genere.
Quindi, per concludere prendiamo atto che con la firma della delibera n 16 .del 20/06/2016 “nomina della giunta comunale” il sindaco di San Fermo della Battaglia ha mancato il rispetto della norma che garantisce la parità di genere all'interno della Giunta appena nominata, Legge n.56 del 7 aprile 2014, articolo 1, comma 137, tanto che il riferimento a tale legge non è neanche citata nella suddetta delibera.
Visto che i riferimenti normativi (che vengono sotto riportati) non danno adito ad interpretazioni equivoche, chiediamo:
- l'attuazione della Legge n.56 del 7 aprile 2014
possibile in quanto lo Statuto Comunale di San Fermo della Battaglia prevede all’articolo 30 del capo III che i componenti della Giunta possano essere scelti non solo tra i Consiglieri Comunali eletti ma “tra tutti i cittadini aventi i requisiti per essere eletti alla carica di Consigliere Comunale”.
La parità di genere negli enti locali: le norme di riferimento
Quattro le norme-chiave attualmente in vigore in tema di promozione e garanzia di partecipazione di entrambi i generi al governo locale, con particolare riferimento all'equa rappresentanza all'interno delle giunte municipali:
  1. una rivolta agli statuti comunali e provinciali, che devono conformarsi al principio di pari opportunità (art. 6 co. 3 TUEL D.lgs. 267/2000);
art 6 comma 3. “Gli statuti comunali e provinciali stabiliscono norme per assicurare condizioni di pari opportunità tra uomo e donna ai sensi della legge 10 aprile 1991, n. 125, e per garantire la presenza di entrambi i sessi nelle giunte e negli organi collegiali del comune e della provincia, nonché degli enti, aziende ed istituzioni da essi dipendenti.”
  1. una rivolta a sindaci e presidenti di provincia all'atto della nomina dei componenti della giunta (art. 46, co. 2 TUEL);
art 46 comma 2. “Il sindaco e il presidente della provincia nominano, nel rispetto del principio di pari opportunità tra donne e uomini, garantendo la presenza di entrambi i sessi, i componenti della Giunta, tra cui un vicesindaco e un vicepresidente, e ne danno comunicazione al consiglio nella prima seduta successiva alla elezione.”
  1. una riservata alla possibilità di nomina alla carica di assessore di cittadini esterni al consiglio comunale (art. 47, co. 3 e 4 TUEL);
art 47 comma 3. “Nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti e nelle province gli assessori sono nominati dal sindaco o dal presidente della provincia, anche al di fuori dei componenti del consiglio, fra i cittadini in possesso dei requisiti di candidabilità, eleggibilità e compatibilità alla carica di consigliere.”
Art 47 comma 4. “Nei comuni con popolazione inferiore a 15.000 abitanti lo statuto può prevedere la nomina ad assessore di cittadini non facenti parte del consiglio ed in possesso dei requisiti di candidabilità, eleggibilità e compatibilità alla carica di consigliere.”
  1. una rivolta alle giunte dei comuni con popolazione superiore ai 3000 abitanti, le quali devono avere al loro interno una rappresentanza percentualmente definita di entrambi i generi (art. 1 co. 137, l. 56/2014).
art 1 comma 137 “Nelle giunte dei comuni con popolazione superiore a 3.000 abitanti, nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40 per cento, con arrotondamento aritmetico.”
Il principio di parità democratica nella rappresentanza politica e quello di riequilibrio tra uomini e donne all'interno delle giunte comunali erano già stati trattati, con importanti ricadute pratiche, dal TAR Lazio Roma con le sentenze nn. 633 e 8206 del 2013 e dal Consiglio di Stato con sentenza n. 3144/2014 e sentenza n. 406/2016 che entra nel merito della supposta impossibilità a rintracciare assessori donna.
Tali decisioni sono note per aver declinato i principi di uguaglianza, non discriminazione e pari opportunità in una soglia minima di presenza all'interno delle giunte pari ad almeno il 40% per ciascun genere, sottolineandone la matrice costituzionale (ricavabile dall'art. 51 Cost.), prima ancora che comunitaria, che così recita:
"Tutti i cittadini dell'uno o dell'altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. A tale fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini.
La legge può, per l'ammissione ai pubblici uffici e alle cariche elettive, parificare ai cittadini gli italiani non appartenenti alla Repubblica.
Chi è chiamato a funzioni pubbliche elettive ha diritto di disporre del tempo necessario al loro adempimento e di conservare il suo posto di lavoro."


Risponde Mascetti dicendo che il motivo per cui nella Giunta non ha potuto inserire donne è riportato nel decreto che è agli atti e disponibile presso la Segreteria.

Si vota: 7 favorevoli (la maggioranza) 2 astenuti (Scalisi e Butti Massimo) 2 contrari (Tiso e Butti Sabrina)

2° punto: Comunicazione al consiglio comunale della variazione agli stanziamenti di cassa del bilancio di previsione 2016/2018
Punto di carattere esclusivamente tecnico.

3° punto: Comunicazione al consiglio comunale dei prelevamenti effettuati dal fondo di riserva
Prelevamenti per spese elettorali e per acquisto attrezzatura per biblioteca per un totale di circa 7.200 euro.

4° punto: Approvazione bilancio al 31.12.2015 della società San Fermo Servizi srl
Prende la parola il dott Casartelli Amministratore Unico della società che comunica che nel 2015 i ricavi sono aumentati di 56.000 euro rispetto al 2014 e chiude con un utile di 37.000 euro (nel 2014 33.000 euro) di cui 16.500 sono i ricavi derivanti dagli impianti sportivi, utile che viene accantonato nel fondo di riserva straordinario, senza previsione di utilizzo di tale fondo.
Interviene Tiso dicendo che sia dal bilancio 2015 sia dai bilanci precedenti si conferma la natura prettamente sociale e sanitaria di tale attività, ma rispetto questo aspetto non c'è relazione dell'attività svolta nè relazione rispetto ad obiettivi futuri, ad esempio sconti per le fasce più deboli con reddito basso o con invalidità, consegna dei farmaci a domicilio per le persone con disabilità o programmi di prevenzione.
Dopo l'intervento di Scalisi interviene Butti Sabrina chiedendo, visto il progetto di ampliamento dei locali della farmacia già approvato dalla giunta, viste le indicazioni del Ministero della Salute riguardante la farmacia dei Servizi, che cosa hanno in previsione di implementare. La Farmacia dei Servizi prevede l'erogazione di servizi e prestazioni professionali ai cittadini quali: prestazioni analitiche di prima istanza con test diagnostici, servizi di secondo livello erogabili con dispositivi strumentali, prestazioni professionali da parte di figure infermieristiche e prenotazione delle prestazioni specialistiche. Tali attività inoltre potrebbero essere inserite in programmi di prevenzione ad esempio dell'ipertensione misurando gratis la pressione o del diabete misurando gratis la glicemia. Infine chiede la % di ripartizione tra SSN e farmaco da banco.
Risponde Casartelli dicendo che non esiste una relazione di tipo sanitario, che la % di ripartizione tra SSN e farmaco da banco è ancora 60/40, e che la possibilità di avere più spazio gli permetterà di avere a disposizione più prodotti per la vendita. Per quanto riguarda i servizi ci stanno pensando.
Interviene il Sindaco dicendo che da la delega Tettamanti per la tutela alla salute e per intensificare progetti di prevenzione.