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domenica 27 novembre 2016


Programma Opere Pubbliche 2017/2019

Con delibera n. 128 del 14 ottobre 2016 la Giunta ha definito lo schema del programma triennale 2017/2019 dei lavori pubblici e l’elenco annuale delle opere 2017 in ottemperanza alla norma vigente.

La prima voce che compare nell’elenco 2017 è lo stanziamento di 160.500 euro per la riqualificazione sopralzo Coop per la creazione degli uffici vigili.

Ma nel 2017 non saremo un comune unico con Cavallasca?

E la ridistribuzione dei Servizi non dovrebbe essere condivisa?

Un argomento così importante non dovrebbe essere discusso dalla commissione di rappresentanza dei cittadini di Cavallasca?

Sembra di no.........così è deciso.

giovedì 18 giugno 2015

A proposito di fusione

Il gruppo San Fermo Democratica ha presentato il 6 Giugno un'interrogazione a risposta scritta a proposito della fusione con il Comune di Cavallsca che a detta di qualcuno è solo una pura formalità visto che già tutti si sentono cittadini di Belvedere.....o Spina Verde o.........Scavalla la Battaglia........ma sarà proprio così?
Ma come è possibile che un argomento così serio possa diventare prima di tutto oggetto di frivilezza di opinionisti improvvisati e non oggetto di dibattito pubblico, dati alla mano, con i diretti interessati, ovvero i cittadini?

Ill.mo Sig. Sindaco
del Comune di
SAN FERMO DELLA BATTAGLIA (CO)
fax 031 212309

INTERROGAZIONE URGENTE A RISPOSTA SCRITTA ai sensi dell’art. 34 e seguenti del vigente Regolamento di C.C.

Oggetto: progetto fusione con il comune di Cavallasca.

Riguardo all'argomento in oggetto, visto che recentemente sulla stampa locale sono comparsi improvvisamente vari articoli che annunciano la fusione tra i Comuni di San Fermo e Cavallasca, con particolare riferimento all'articolo che titola "Cavallasca unita con San Fermo per noi è già così", con un'intervista rilasciata dal Vice Sindaco.

Premesso che questo gruppo Consiliare è favorevole alla fusione tra Comuni in quanto la nascita del Comune Unico comporta indubbiamente interessanti vantaggi sul piano del bilancio.

Tuttavia, è nostra opinione che la fusione tra i Comuni, prima che essere oggetto di articoli pittoreschi sulla stampa, avrebbe dovuto essere discussa in Consiglio Comunale per rispetto del ruolo che riveste, e illustrata ai cittadini, poiché molto sembra essere stato deciso dai soli primi cittadini di Cavallasca e San Fermo.

Visto che la situazione attuale dei due Comuni non è omogenea, visto che la fusione comporta un subentro totale nei rapporti giuridici e patrimoniali propri degli Enti preesistenti, tra cui:
  • gli investimenti
  • i costi di gestione nell'erogazione dei servizi al cittadino
  • i trasferimenti tributari
  • i programmi di destinazione del territorio con un unico PGT
  • scelte strategiche del Comune Unico sull'utilizzo del patrimonio, ad esempio sull'utilizzo del Somaini.
Inoltre la nascita del Comune Unico comporta la riorganizzazione dell'attuale macchina comunale, e la revisione di alcuni servizi, tra cui:
  • la collocazione della nuova sede del Comune
  • i servizi svolti all’interno degli attuali Municipi
  • l'utilizzo delle porzioni degli edifici comunali che resteranno vuoti a causa del trasferimento di personale nella sede “unica”
  • i trasporti pubblici.
Pertanto si chiede al Sig. Sindaco di relazionare in modo dettagliato in merito allo stato di avanzamento del progetto fusione con il Comune di Cavallasca, con particolare riguardo all'analisi economica finanziaria e organizzativa e alla tempistica di realizzazione.

Confidando in un concreto e soprattutto sollecito accoglimento della presente, si invaino cordiali saluti

Il Capogruppo di “San Fermo Democratica”
Sabrina Butti

domenica 31 maggio 2015

LAVORARE IN COWORKING

Il coworking è uno stile di lavoro che prevede l’utilizzo di un ambiente lavorativo condiviso, talvolta un ufficio, nel quale si svolgono attività non legate le une alle altre. A differenza del classico ufficio, quelli che utilizzano il coworking non sono impiegati della stessa azienda.
Questo nuovo stile lavorativo oltre che mettere in condivisione un ambiente di lavoro mette in condivisione risorse tra professionisti che fanno lavori diversi con un approccio collaborativo. 
 
Coworking significa letteralmente lavoro condiviso. Un modo nuovo di concepire il lavoro che sta portando con sé un vero e proprio cambiamento culturale, economico e sociale. Con la crisi e un mercato del lavoro sempre più flessibile, l’ufficio tradizionale sarà sempre meno popolare, specie in realtà di provincia come la nostra. Il lavoro sta cambiando; le imprese si avvalgono sempre più di collaboratori esterni, stratup e freelance sono in grado di svolgere la propria professione ovunque e in autonomia grazie alle nuove tecnologie, ma sempre meno in condizione di potersi permettere l’affitto o l’acquisto di un ufficio proprio.

IL COWORKING CAMBIA IL LAVORO: offrendo la possibilità di abbattere i costi fissi di gestione di un classico ufficio, la flessibilità d’impiego degli spazi e degli strumenti di lavoro, ma soprattutto l’opportunità di creare una (o più) comunità nella quale riconoscersi e dalla quale sentirsi riconosciuti, che abbia come obiettivo una convivenza sociale e professionale.
L'attività del coworking è il raduno sociale di un gruppo di persone che stanno ancora lavorando in modo indipendente, ma che condividono dei valori e sono interessati alla sinergia che può avvenire lavorando a contatto con persone di talento. 
 
Condivisione, collaborazione, costruzione di relazioni, fare rete: sono pratiche acquisite grazie all’utilizzo delle tecnologie digitali e diventano oggi le basi sulle quali costruire modelli diversi da quelli che la crisi ha dimostrato non funzionare più. Il coworking, il lavoro ripensato in chiave collaborativa, è uno di questi. Al centro torna l’uomo con le sue relazioni. 
 
Le parole chiave sono:
CONDIVIDERE: conoscenze, spazi fisici, contatti, professionalità, progetti;
COLLABORARE: tra professionisti per far nascere nuove sinergie;
COSTRUIRE: alleanze, collaborazioni, committenze, progetti;
CONNETTERE: fare rete; uscire dalla condizione di isolamento che molto spesso è propria del libero professionista e creare una comunità multi-professionale costituita da persone che condividano i valori di apertura verso l’altro, collaborazione professionale, curiosità intellettuale.

Pare quindi che il coworking sia nato sull’esigenza di un utenza nomade e non inquadrabile nei classici rapporti lavorativi, ma potrebbe diventare un’ottima alternativa per quelle imprese e quei dipendenti che non gradiscono il telelavoro “puro”. Potremmo immaginare uno spazio di coworking in ogni isolato o anche in ogni condominio, quindi un'attività legata fortemente al territorio in cui è inserita. Trattandosi di uno spazio di lavoro, non presenterebbe le distrazioni che si potrebbero verificare in un ambiente domestico e contemporaneamente permetterebbe di mantenere un ottimo livello di interazione sociale con i “colleghi”, se così si possono chiamare le persone con le quali si condividono questi spazi. 
 
Ma il coworking è una bolla pronta ad esplodere o è un fenomeno simbolo di un cambiamento sostenibile? 
 
Secondo Carsten Foertsch (co-founder di deskwanted.com e redattore di Deskmag) cinque sono le ragioni per cui la crescita degli spazi di coworking è basata su uno sviluppo sostenibile, si riporta di seguito un breve esratto:

1. Gli spazi di coworking si autofinanziano e creano profitti reali.
E' innegabile che gli spazi di lavoro condiviso creino un benessere reale. La maggior parte degli spazi di coworking, riceve i fondi da investitori locali, le risorse comunque arrivano dal territorio dove lo spazio si trova, non operano attraverso il sistema finanziario ordinario. Sono i fondatori stessi ad investire in prima persona (e ad assumersi il rischio di investimento e gli errori in cui possono incappare), almeno per la maggior parte del capitale richiesto, chiedendo aiuto a conoscenti o comunque a entità reali. Hanno accesso a tutte le informazioni di cui hanno bisogno visto che il progetto è loro, a differenza di chi investe in progetti che non conosce e che si trovano a migliaia di chilometri di distanza.

2. Il mondo è cambiato ed è cambiata anche la richiesta di uffici.
La maggior parte delle persone che usufruiscono di spazi di coworking sono liberi professionisti, o lavoratori subordinati, che, sempre più spesso, decidono di optare per spazi alternativi ai soliti uffici. Non esiste più la sicurezza che si aveva una volta avendo un contratto a tempo indeterminato, soprattutto per le nuove generazioni. Per queste ragioni è consigliabile diventare liberi professionisti ed imprenditori di se stessi, cosa che è possibile fare investendo poco denaro. Tutto quello che serve è un computer, una mente aperta e buone conoscenze.

3. Gli spazi di coworking non “mangiano” sulla crisi.
La crescita economica si allontana mentre il numero degli spazi di coworking cresce. La crisi accelera la loro nascita perché offrono alternative e la soluzione ad alcuni problemi. Questi spazi non sono il risultato della crisi ma il prodotto del cambiamento di questo periodo.
 
4. Gli spazi dipendono dai bisogni dei loro membri.
Questi spazi raramente sono in overbooking. All’incirca solo la metà dei posti sono quotidianamente occupati. Ma non dimentichiamo che non tutti i membri usano lo spazio contemporaneamente. Lo spazio è adatto a lavoratori indipendenti che vogliono lavorare in modo flessibile. Uno spazio con queste finalità può sopravvivere solo se fa al caso dei suoi membri, quindi della comunità.

5. Il mercato del coworking è ben lontano dall’essere saturo.
Meno del 2% di tutti i lavoratori indipendenti lavora in uno spazio di coworking. La percentuale potrebbe aumentare ma è un’opzione poco pubblicizzata.
 
(Articolo apparso su Deskmag in data 30 ottobre 2012, scritto da Carsten Foertsch e liberamente tradotto per Talent Garden da Elisa Remondina).

sabato 23 maggio 2015

Estate senza gelato del sindaco?
Cominciano i primi caldi estivi, ma chi si aspettava di rinfrescarsi col gelato offerto gratuitamente dal comune deve attendere ancora.
L’anno scorso l’amministrazione comunale annunciava pomposamente, con tanto di vignette umoristiche sulla stampa locale, che avrebbe assegnato il nuovo chiosco, edificato in fascia di rispetto cimiteriale, solo a chi realizzava una gelateria che avrebbe anche dovuto offrire migliaia di coni gelato gratis a scuole, associazioni, bambini , anziani ….
Però all’avviso di preselezione si è presentata una sola ditta interessata ed il successivo definitivo bando è andato deserto.
Il Comune è stato così costretto ad emettere un secondo avviso esplorativo con scadenza 20 Giugno, ad estate già avanzata, forse con la speranza di concludere entro la festa di San Fermo!
Evidentemente le condizioni avanzate dal comune non erano così favorevoli per intraprendere una attività commerciale per di più a carattere stagionale. Oltre alla distribuzione gratuita, era previsto un sostanzioso canone di affitto (base d’asta 15000 Euro) cui si doveva aggiungere il 10% degli incassi , il completamento edilizio del chiosco con un portico-veranda e la messa a punto di impianti tecnologici e attrezzature. Doveva esserci inoltre un deposito cauzionale fidejussorio di 30.000 Euro.
Questa volta la vocazione imprenditoriale dei nostri amministratori ha fatto cilecca.
Inascoltate erano state le proposte dei gruppi consiliari di minoranza che inizialmente avevano chiesto una destinazione di tipo sociale della struttura. Poi di fronte alla caparbia insistenza dell’amministrazione nel voler fare cassa, proponevano di favorire l’insediamento di attività più utili e più consone ad un edificio pubblico. Se poi lo si voleva destinare ad attività commerciale, poteva essere l’occasione per favorire l’insediamento di giovani in cerca di occupazione, con il primo bando non in seconda istanza, senza imporre condizioni capestro, solvibili solo da un ditta con alle spalle una situazione economica già solida.
Consoliamoci! Se fa troppo caldo possiamo sempre dissetarci con un bicchiere di acqua fresca della Casetta di via Roma. Questa sì opera utile e opportuna. L’acqua oltre che fresca è potabile a norma di legge, anche se le analisi , così come pubblicate sul sito del comune, vengono eseguite solo ogni 3 mesi e nell’acquedotto sono riscontrabili ancora tracce di percloroetilene, considerate però accettabili dalle norme vigenti.

lunedì 22 dicembre 2014


SAN FERMO DEMOCRATICA AUGURA A TUTTI BUONE FESTE E UN SERENO 2015 RICCO DI SALUTE, AMORE E SPERANZA.

lunedì 13 ottobre 2014

Pubblichiamo l'articolo uscito sul quotidiano La Provincia il 1* ottobre a firma di Paola Mascolo. E' una bella intervista a Zambrotta e sul suo nuovo centro sportivo. Peccato che l'articolo è infarcito di inesattezze a cura tra l'altro della giornalista (che segue la cronaca di San Fermo e che spesso è presente ai consigli comunali).
Tali inesattezze sono le donazioni elencate:
  • un campo da calcio a 11 con copertura in sintetico (realizzato dal Comune per 570.000 euro e la copertura “donata” era a scomputo degli oneri di urbanizzazione)
  • cura del verde delle rotatorie (esiste convenzione in cui è riportato che in cambio della manutenzione del verde delle rotatorie la Società può installare pubblicità senza il pagamento delle relative tasse)
  • nuovo parcheggio in zona Mornago e campetto polivalente (con tanto di convenzione per l'utilizzo del parcheggio da parte dei clienti del centro sportivo gratuitamente.......un altra area comunale messa a disposizione di un privato).
Va ricordato che il comune ha “donato per 20 anni” alla Società l'area pubblica dove è stato costruito il parcheggio coperto utilizzato dai clienti a pagamento (tra 20 anni il parcheggio diventerà comunale, ma il centro sportivo sarà ancora di Young Boys?) mentre la Società ha effettivamente donato alla comunità la statua a conchiglia posta in Piazza, i giochi per i bambini installati presso il nostro oratorio e la balaustra trasparente installata sempre in Piazza.
In proposito segnaliamo la lettera del consigliere Pippo Scalise inviata al quotidiano, di cui un estratto è stato pubblicato il 9 ottobre a titolo di rettifica.


Egr. Direttore,

mi permetta di poter chiarire alcuni passi riportati nell’articolo vergato dalla signora Paola Mascolo (pubblicato in data 1° ottobre c.a.) riguardante il centro sportivo “Eracle” che, a mio avviso, non corrispondono alla realtà dei fatti.

In verità, ho avuto modo di constatare che, purtroppo, non è la prima volta che la signora Paola Mascolo, trattando argomenti inerenti il comune di San Fermo della Battaglia, espone negli articoli proposti delle imprecisioni che creano semplicemente disinformazione nei lettori.

Onde evitare sciocche e pretestuose strumentalizzazioni, mi preme innanzitutto sottolineare che non voglio disquisire sulle affermazioni o sull’operato del sig. Zambrotta. Anzi. Un imprenditore che, in un periodo di profonda crisi economica, effettua importanti investimenti che, oltre a produrre profitto, creano posti di lavoro è sicuramente degno di lode. A tal riguardo, pertanto, non voglio dilungarmi.

Ciò che voglio rilevare sono, invece, le non corrette affermazioni della signora Mascolo: “””… basti ricordare il campo di calcio a 11 con copertura in sintetico, donato a San Fermo nel 2010 …”””.
L’assunto non corrisponde a verità. La realizzazione del campo sportivo è stata finanziata dal Comune di San Fermo della Battaglia che ha sostenuto costi per un ammontare di 570.000,00 Euro, (I dati sono facilmente ricavabili dalla contabilità del nostro Ente).
E’ vero, invece, che la “Young Boys Srl” ha realizzato la copertura dell’impianto con manto sintetico. Opera questa che è stata compiuta a scomputo degli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria dovuti al nostro Comune per la realizzazione del centro “Eracle”.

Ed ancora. Nell’articolo si fa riferimento alla cura del verde delle nove rotatorie che insistono nel territorio di San Fermo. L’affermazione è sicuramente esatta ma bisogna chiarire che la manutenzione è legata ad una apposita convezione stipulata dal nostro Comune con la “Young Boys Srl” che prevede, tra l’altro, di non assoggettare a tassa la pubblicità installata nelle medesime rotatorie ed aiuole.

Per il principio della corretta informazione che, sono certo, il quotidiano da Lei diretto si prefigge, auspico che i lettori possano leggere i chiarimenti forniti.


Il Consigliere del Comune di San Fermo
 Giuseppe Scalisi

giovedì 8 maggio 2014

In occasione delle elezioni amministrative del prossimo 25 maggio, pubblichiamo con piacere la nota ricevuta dal candidato sindaco Riccardo Gagliardi della lista "Cavallasca Futura". 
A Riccardo e a tutto il gruppo un "in bocca al lupo" dagli amici di "San Fermo Democratica"!!!!


Ringrazio il blog di “San Fermo democratica” per l’ospitalità concessami per segnalare un importante appuntamento che interesserà Cavallasca: le prossime elezioni amministrative.
Già ma che c’entra Cavallasca con San Fermo?
In primo luogo c’è una prossimità territoriale ed una serie di servizi comunali condivisi, costruiti nel tempo che hanno vissuto una forte accelerazione negli ultimi mesi con l’obbligatorietà di “mettere in comune” dei servizi per i piccoli comuni.
In secondo luogo c’è una mia personale vicinanza con gli amici di “San Fermo democratica” con i quali ho condiviso un pezzo di strada, a cominciare dai suoi primi momenti di vita.
Per ultimo sono lieto di segnalare la nascita di una lista, denominata “Cavallasca futura”, che si presenterà alle prossime elezioni amministrative del 25 maggio, di cui sono il candidato sindaco.
E’ un gruppo civico, molto eterogeneo, formato da persone provenienti da esperienze politiche, professionali e di “vita” differenti, unite da un unico progetto, con precise priorità: l’allargamento della partecipazione dei cittadini alla vita del Comune, il miglioramento dell’informazione con una maggiore trasparenza dei processi amministrativi, la salvaguardia dell’ambiente, con un’attenzione particolare alla lotta agli sprechi di risorse naturali, e l’attenzione ai problemi di chi vive situazioni difficili.
Una nostra affermazione a Cavallasca consentirebbe sicuramente di proporre questi temi con maggiore forza in una dimensione territoriale più vasta di quella dei singoli Comuni; ecco perché sono convinto che la battaglia elettorale cavallaschina diventerà importante anche per San Fermo e che non mancherà il supporto di chi, da sempre, condivide gli stessi principi e lo stesso spirito di servizio con i quali ci mettiamo a disposizione dei cittadini.

Riccardo Gagliardi

Candidato sindaco “Cavallasca Futura” 

domenica 5 gennaio 2014

Saluto a Roberto Giacò
 
Tutti gli amici di San Fermo Democratica si stringono a Caterina e famiglia in un affettuoso abbraccio ricordando Roberto scomparso tragicamente.
Domani, 6 gennaio, lo saluteremo presso la nuova struttura polivalente di Mornago a partire dalle 10,30.
Ci mancheranno i tuoi discorsi, le tue battute e il tuo sincero supporto.
Ciao Roberto.
 
 

mercoledì 2 ottobre 2013

Spina Verde: chiuso uno storico sentiero per salire al “Pin Umbrela”

San Fermo è sempre più invasa da cemento e asfalto, ma rimane ancora un luogo dove è possibile il contatto con la natura.  Nel nostro territorio è ricompreso un pezzo del parco Spina Verde ed è contiguo al parco Sorgenti del Lura.
Una delle zone in cui è più piacevole passeggiare è sicuramente la parte occidentale della Spina Verde  verso il Pin Umbrela e il monte Sasso: una vegetazione ricca e variegata, i castagni, gli scoiattoli, le trincee, le sorgenti del Seveso nel vicino territorio di Cavallasca, la zona umida a confine con la Svizzera e in cima … una vista mozzafiato sul lago di Como.
Purtroppo sempre più spesso pezzi di bosco vengono recintati e resi inaccessibili ma c’è ancora tanto spazio fruibile per tutti.
Da qualche mese però uno dei punti di ingresso nel parco non è più praticabile.
Si tratta del sentiero che partiva da Via Busacce alta. Chi sale si trova di fronte un muro eretto a fianco di una nuova villa dal discutibile impatto paesaggistico, costruita proprio sul confine del parco;  chi scende è bloccato da uno steccato venuto su dal nulla nel bosco sacrificando anche alcuni alberi.
Già in passato lo stesso sentiero era stato chiuso, sempre da un privato, più in alto; ma era stato possibile aggirare l’ostacolo, anche se il nuovo tracciato risultava più impervio.
Sorge spontanea la domanda: è possibile chiudere da un giorno all’altro un passaggio utilizzato da tutti e da sempre (perlomeno a memoria d’uomo)!!??
Gli uffici comunali competenti interpellati dichiarano che non possono farci nulla, perché questo sentiero non risulta censito sulle mappe ufficiali.
Bene! Bravi! Ma perché non è stato censito? E chi ha il compito di riportare strade e sentieri sugli strumenti urbanistici comunali affinchè si definisca quali sono pubblici,  quali privati, quali privati di interesse pubblico ecc  ecc ?
E ancora … gli altri sentieri di accesso al parco (pochissimi nel territorio di San Fermo) possono fare la stessa fine?
Attendiamo una risposta sperando che tra qualche anno non si sia costretti a raggiungere il Pin Umbrela solo in elicottero.




domenica 5 maggio 2013

Riceviamo e pubblichiamo una lettera inviata dal Circolo Pd di Cavallasca e San Fermo al quotidiano La Provincia.

°  °  °  °  °

Parlare della gestione dei parcheggi del nuovo ospedale S.Anna è sicuramente opera meritoria, per altro non nuova, viste le diverse iniziative portate avanti dalle minoranze di San Fermo e Cavallasca, volte a calmierare i prezzi nelle prime ore di sosta (ovviamente bocciate dalle giunte di San Fermo e, inspiegabilmente, di Cavallasca), ma per essere ben compresa deve essere inquadrata in un contesto più ampio, che parte dalle responsabilità (meglio dire irresponsabilità) e dimenticanze di chi ha firmato l’accordo di programma, attraversa gli egoismi istituzionali e finisce nell’utilizzo del denaro pubblico.

La premessa è necessaria perché non ci si  limiti ad una questione di puro e semplice mercanteggiare dei circa 1.200.000 euro di incassi annuali del parcheggio, ma si estenda il discorso su quello che dovrebbe essere un servizio di pubblica utilità, e non un affare fra enti pubblici, che ragionano spesso solo con logiche economiche.
   
I punti sono almeno quattro:
  1. Le responsabilità in primis dell’Amministrazione Provinciale di Como e del Comune di Como che pur di liberarsi dal “problema di fare l’ospedale” hanno sottoscritto ogni sorta di richiesta mercantile avanzata dal Comune di San Fermo, facendone ricadere le conseguenze sulle fasce più deboli, ovvero su coloro che sono “costretti” ad utilizzare la struttura ospedaliera.  Quali ragioni hanno spinto gli enti firmatari ad accettare condizioni che compromettevano in modo così pesante una delle voci finanziarie più rilevanti che potevano consentire al Nuovo Ospedale di poter fare investimenti e di svilupparsi? Perché i soldi incassati non sono stati comunque vincolati in opere per migliorare la sanità sul territorio, lasciando invece il Comune di San Fermo libero di gestire quei soldi in modo assolutamente discrezionale, sino a configurare l’ipotesi di un vero e proprio danno erariale a danno della sanità pubblica?      
  2. Il concetto “molto particolare” di bene pubblico dell’Amministrazione di San Fermo, che vede negli utenti e cittadini della struttura ospedaliera (purchè non i propri concittadini, per evidenti ragioni di opportunità) un’occasione per rimpinguare il proprio bilancio, alla faccia di concetti quali -non dico- di solidarietà e uguaglianza, ma di più semplice buon senso e moderazione che dovrebbe imperniare la gestione di un parcheggio a supporto di una struttura pubblica. La prova provata sta nell’unica striscia di parcheggi liberi, lungo Via Ravona, diventata a pagamento, proprio seguendo la logica del far cassa, probabilmente contro quelle stesse normative che stabiliscono l’obbligo di mantenere un certo numero di parcheggi gratuiti.  Non è paradossale che l’unico parcheggio non a pagamento sia quello di proprietà di un ente privato, che dista un chilometro dal nuovo ospedale? Non è incredibile che un domani, di fronte a difficoltà finanziarie, il Comune di San Fermo possa aumentare liberamente le tariffe di un parcheggio di una struttura sovracomunale per coprire un proprio disavanzo di bilancio?  
  3. A fronte di un’esasperazione dell’utilizzo del mezzo privato, è stato in larga parte disatteso l’obiettivo, contenuto nell’accordo di programma, di rafforzare i mezzi di trasporto pubblici, sia nelle linee del Bus che in quelle di collegamento ferroviario con Como, la cui sperimentazione è stata rapidamente chiusa e che avrebbe consentito ai cittadini di avere una valida alternativa all’auto.
  4. L’amara constatazione, in conclusione, che questo modo di concepire i rapporti tra enti pubblici, imperniato su parametri esclusivamente economici, faccia venire meno quella funzione di servizio e bene pubblico che dovrebbe contraddistinguere un rapporto di convivenza e coesione tra enti che si ispirano e fanno parte di quel che resta di uno Stato repubblicano.  Gli egoismi, da qualunque parte essi arrivino, hanno solo il potere di renderci più vulnerabili in un momento in cui ci vorrebbero esempi e prove di solidarietà e unità d’intenti.   
Riccardo Gagliardi                 
Segretario Circolo PD
Cavallasca e San Fermo

lunedì 11 marzo 2013

Campi elettromagnetici e salute a San Fermo della Battaglia.

Abbiamo seguito il mese scorso sulla stampa locale i commenti alla decisione di sostituire presso le scuole elementari  il wifi con un sistema di accesso alla rete internet basato sul cablaggio.

Terminata la bagarre elettorale, che a volte trasforma in sterile polemica la discussione su argomenti molto delicati, vogliamo tornare sulla questione.


La decisione presa ci sembra buona anzi ottima!

I pareri sugli effetti sulla salute dei campi elettromagnetici generati da radiofrequenze (RF) sono controversi. Gli studi epidemiologici fino ad oggi sembrano escludere effetti dannosi ma non sono ancora definitivi  e qualche ricercatore segnala possibili patologie tumorali da approfondire.

Nel dubbio quindi meglio usare la maggiore cautela possibile, soprattutto per le fasce di età più a rischio.

In tema di campi elettromagnetici però a San Fermo della Battaglia esiste un problema molto più grosso. Linee di alta tensione attraversano il paese passando molto vicino ad abitazioni civili e, soprattutto nello spazio del parco pubblico di via Noseda, frequentato da bambini ancora più piccoli di quelli delle elementari.

Si tratta di onde elettromagnetiche di frequenza diversa dalle RF del wifi, si chiamano ELF. La  IARC, agenzia dell’OMS specializzata nella ricerca sul cancro, la stessa che sta valutando la pericolosità delle radiofrequenze,  già nel 2001 ha dichiarato ufficialmente  che le ELF sono “possibili cancerogeni per l’uomo” sulla base di studi epidemiologici che ne associano la esposizione alla insorgenza di leucemie infantili.

Anche in questo caso si tratta di effetti probabilistici, legati ad una esposizione prolungata, ma le evidenze scientifiche sono molto più significative.

Il problema richiederebbe quindi almeno la stessa sensibilità e determinatezza dimostrata nel  caso delle scuole!

Nonostante la questione sia nota da tempo non ci risulta però nessun intervento. Non sappiamo nemmeno se si è mai provveduto almeno alla misurazione dell’intensità del campo.

lunedì 24 dicembre 2012

venerdì 30 novembre 2012

Contributi e Giornalino.

Consiglio comunale del 27 settembre 2012.

Durante la discussione dell’ordine del giorno, punto 1, ma non solo in questa occasione, si fa di nuovo riferimento alle risorse pubbliche utilizzate per i contributi distribuiti dalla maggioranza durante la campagna elettorale dell'anno 2011 per un ammontare di €uro 347mila.

Le minoranze hanno più volte richiamato questo importo proponendo nel contempo la necessità di un intervento pubblico, ad esempio, per alleggerire il carico fiscale delle famiglie dei residenti.

Ma di cosa si tratta e perché ricorre questo riferimento?

A questo proposito riportiamo un passo tratto dal "Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali Dl 18 agosto 2000 n. 267; rif. articolo 38 comma 5:
”I consigli durano in carica sino all’elezione dei nuovi, limitandosi, dopo la pubblicazione del decreto di indizione dei comizi elettorali, ad adottare gli atti urgenti e improrogabili.”.

Decreto del Prefetto
Ed a quando risale il decreto del Prefetto? è stato firmato in data 11 marzo 2011. 


Ed allora eccoci a presentarvi il dettaglio di quell’importo [e la ricostruzione dei dati dal 2006 ad oggi], ad inquadrare le osservazioni fatte in Consiglio comunale nella normativa vigente, ma soprattutto nel tempo in cui si sono concretizzati - il periodo antecedente la data delle elezioni amministrative - per invitare ad una riflessione più ampia e completa sui fatti coloro che si trovassero a transitare su queste pagine.
Cliccare per ingrandire e leggere
La nostra lettura e le nostre osservazioni, quindi, sono rivolte al tempo in cui gli atti sono stati deliberati ed eseguiti e non hanno come obiettivo i destinatari di quelle risorse [associazioni ed enti che dovrebbero avere sede nel territorio di San Fermo della Battaglia e/o operare nel territorio comunale a beneficio della popolazione del Comune].

Poi ognuno tragga le proprie conclusioni.

Interessante sarebbe anche poter conoscere – qualora esistano – le domande di contribuzione presentate e respinte o non prese in considerazione con la relativa motivazione; una è stata individuata, ma è riferita all’anno 2012:

Dal verbale di deliberazione della giunta comunale numero 73 del 04-07-2012
" ... PRESO atto che all’ASSOCIAZIONE SPORTIVA DILETTANTISTICA PALLACANESTRO S.F.D.B., all’ASSOCIAZIONE SPORTIVA DILETTANTISTICA S. FERMO e all’ASSOCIAZIONE SPORTIVA DILETTANTISTICA REAL SAN FERMO non viene erogato alcun contributo, in quanto questa Amministrazione Comunale intende erogare contributi solo ad Associazioni che hanno come finalità interventi di volontariato a favore della popolazione di San Fermo della Battaglia in particolare delle fasce più deboli, nonché per attività a scopo artistico-culturale; ... "

Clicca per ingrandire e leggere
Un altro punto che aveva sollevato non poche perplessità all’epoca delle ultime amministrative fu quello che è apparso come un uso improprio di "Il Giornalino" [promosso dall’Associazione anziani], come strumento di comunicazione che sembra non rispettare i canoni della “forma impersonale ed indispensabili per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni”.

Di cosa si tratta?

L’Associazione anziani ha divulgato, guarda caso in periodo pre-elettorale e distribuito molto tempestivamente proprio durante la prima settimana di maggio 2011, attraverso la pubblicazione denominata “Il Giornalino”, un editoriale del Sindaco “uscente” che invitava in modo esplicito alla riconferma del suo gruppo. A tal riguardo si fa rimando all’art. 9 – 1° comma – della legge 22 febbraio 2000, n. 28 che stabilisce il divieto “… a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni. …”.

Legge 22.02.2000, n.28
Non crediamo che con quanto pubblicato in prima pagina su “Il Giornalino” (non dimentichiamo recapitato a tutte le famiglie di San Fermo della Battaglia !!!) ci si sia attenuti al divieto posto dal citato articolo.

Che "Il Giornalino" svolga la sua missione di notiziario socio-culturale-religioso come ha sempre fatto, ma non si presti a dare spazio a propaganda politica di questa o quella parte, proclami che ovviamente non debbono essere confusi con contributi obiettivi ed oggettivi di tutti i soggetti rappresentati nel territorio.

E che sia di promemoria per le prossime amministrative perchè è di tutta evidenza l'irregolare comportamento, perseguibile e sanzionabile.

mercoledì 14 novembre 2012

L'indebitamento a medio e lungo termine del Comune di San Fermo della Battaglia

Fra le tante informazioni esistenti, una poco accessibile e nota se non a costo di doversi impegnare in una ricerca fra i dati di bilancio del Comune, è quella che ci rappresenta la situazione dell'indebitamento a medio e lungo termine del Comune di San Fermo della Battaglia.

Ecco, per agevolare coloro che volessero - passando per queste pagine - colmare questa casella delle proprie informazioni mancanti, ... cliccando sull'icona potrà leggere i dati (consultabili in due formati: foglio elettronico oppure documento). Nel prospetto non sono attualmente riportati eventuali mutui contratti negli ultimi sei mesi.