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lunedì 10 ottobre 2016

FUSIONE: INCONTRO DI VENERDI' 7 OTTOBRE
 
Pubblichiamo anche se in ritardo la traccia dell'intervento di venerdì come promemoria.
 
In linea di principio noi siamo favorevoli alla fusione, visti i benefici non solo economici che ne derivano fino ad ora elencati, (efficienza organizzativa, una migliore gestione del territorio sotto il profilo urbanistico/edilizio, qualità dei servizi, tutti valori legati alla possibilità di poter meglio amministrare una comunità ), tant'è che nel nostro programma elettorale l’unione tra comuni era uno degli obiettivi qualificanti.
Vorremmo fare un'analisi però sul progetto che le due amministrazioni hanno presentato alla cittadinanza per la nostra fusione, anzi incorporazione, per mettere in evidenza lo stato dell'arte alla data odierna, senza arrogarci meriti che non ci appartengono.
Infatti il progetto è stato elaborato solo dai due sindaci senza il coinvolgimento delle opposizioni sia di San Fermo sia di Cavallasca, pur avendo dato la nostra piena disponibilità ad incontri di confronto e tavoli tecnici fin dall’inizio.
Il tempo necessario per questo ci sarebbe stato, per cui questo progetto ha l'egida esclusiva dei due sindaci. Ne consegue che la credibilità del progetto è in stretta relazione alla credibilità dei due sindaci stessi.
Tengo a sottolineare che il nostro concetto di democrazia come oramai è risaputo non coincide con il concetto di democrazia del sindaco Mascetti.
Per lui l'atto democratico dei cittadini si esaurisce con il voto per l'elezione amministrativa e la raccolta di opinioni spot in giro per il paese. Il nostro concetto di democrazia prevede invece un coinvolgimento più ampio di tutte le componenti presenti all'interno del consiglio (organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo del comune) e della società civile, non solo per questa particolare fase della vita del paese ma in generale come linea di principio.
Anche perchè questo tipo di confronto aveva pieno significato prima del referendum, dopo, in caso di vittoria del si, il significato si riduce a causa della decadenza del consiglio di Cavallasca.
Entriamo nel merito del progetto presentato sempre solo a voce, in quanto non esiste traccia scritta. I punti di maggior impatto sui quali si è discusso più ampiamente in questo ultimo mese di incontri con la popolazione sono stati:
- sulla sostenibilità economica/finanziaria visto che San Fermo acquisisce un comune in dissesto: con i 600.000 euro/anno diciamo che la sostenibilità sarà garantita, salvo ripensamenti del governo che nei prossimi dieci anni dovrà ogni anno trovare le risorse con le leggi finanziarie. Inoltre il debito di Cavallasca peserà sul nuovo comune solo per i primi sei anni.
- sulla rappresentatività di Cavallasca all'interno del consiglio comunale di San Fermo: il progetto prevede che decideranno dopo. Si sono avanzate ipotesi e fatte proposte……..ma di fatto nessuna garanzia è stata data fino ad ora ai cittadini di Cavallasca su come faranno sentire la loro voce.
- su come verranno dislocati i servizi all'interno del nuovo comune e come saranno raggiungibili: il progetto prevede che deciderà la giunta. Non è stato predisposto, neanche nelle linee generali, un piano di razionalizzazione, omogeneizzazione e dislocazione dei servizi, ne tantomeno si è pensato ad attivare forme di trasporto pubblico di collegamento tra i due paesi.
- su come verrà gestita la riorganizzazione del personale all'interno del nuovo comune: il progetto prevede che deciderà il sindaco. Anche in questo caso nessun piano di redistribuzione del personale, aspetto che può anche essere compreso, ma che in nome della trasparenza, qualche indicazione in tal senso sarebbe stata opportuna
- sul mantenimento del PGT a crescita zero di Cavallasca: il progetto prevede che non ci saranno varianti, anche perchè oramai è noto che in base alla normativa vigente non è possibile modificare il PGT, o se ciò dovesse essere la decisione dipenderà anche dalla Provincia e dalla Regione
- sulla destinazione degli immobili comunali di San Fermo e Cavallasca ancora nessuno studio di fattibilità di nuovi o diversi utilizzi. Per Villa Imbonati a voce è stato detto ….. che non verrà abbattuta.
Sconcerta il fatto che questi problemi siano stati posti non solo da consiglieri comunali ma anche da molti cittadini di entrambi i paesi fin dal primo incontro pubblico e che le risposte siano sempre state le stesse: vedremo e decideremo dopo! Anzi, deciderà dopo il sindaco e la sua giunta!
Possiamo fidarci solo delle parole?
Proprio perchè gli elementi su cui trarre conclusioni sono poco definiti e chiari, e per la mancanza del tempo necessario per far capire e capire un argomento così complesso, ne consegue che le ragioni del “SI” possono essere sostenute solo sulla base degli aspetti che sono insiti nella Legge che norma dette fusioni e che non sono certamente basati su un confronto fra i Bilanci dei Comuni coinvolti, mentre le ragioni ragioni del "NO", sostenute soprattutto dai rappresentanti e dai cittadini di Cavallasca, sono sostenute dall'analisi sopra esposta.
Stiamo toccando con mano che questo dualismo è presente all'interno delle due comunità, perchè in assenza di certezze ci si affida all'istinto.
Quindi pur essendo favorevoli al principio della fusione restano tutte le nostre perplessità iniziali.
Ad una grande occasione si è associato un piccolissimo progetto.


lunedì 8 agosto 2016

Pubblichiamo la lettera inviata al Sindaco in vista del consiglio di giovedì 11 Agosto in quanto i consiglieri Tiso e Butti non potranno partecipare.


Ill.mo Sig. Sindaco
del Comune di
San Fermo della Battaglia

Oggetto: Consiglio Comunale 11 Agosto 2016.

In merito all'ordine del giorno del Consiglio Comunale convocato per l'11 Agosto c.a., vista la nostra assenza, comunichiamo la nostra posizione in merito:
- siamo da sempre favorevoli alla fusione dei piccoli comuni per poter unificare e potenziare i servizi alla popolazione
- avremmo preferito una fusione di tipo tradizionale con una adeguata fase preparatoria che coinvolgesse in tempo tutti gli interessati
- se questo percorso fosse stato intrapreso nel 2015 saremmo già un solo comune con tutti i benefici del caso, limitando (molto probabilmente) la bancarotta di Cavallasca
. avremmo nel 2016 potuto svolgere delle elezioni per il nuovo Comune coinvolgendo correttamente anche gli abitanti di Cavallasca
- vista la situazione finanziaria di Cavallasca, abbiamo appoggiato la proposta di fusione per incorporazione al fine di evitare principalmente un salasso economico alle famiglie.
Preso atto della risposta positiva del Consiglio Comunale di Cavallasca del 31 Luglio, in attesa del referendum,

chiediamo

l'istituzione immediata di una commissione trasversale con tutte le rappresentanze politiche, al fine di evitare che tutte le decisioni vengano assunte solo da San Fermo, che affronti i seguenti punti:
  • analizzare e armonizzare i bilanci
  • omogeneizzare le tasse e i tributi
  • riformulare piani di investimento pluriennali individuando le priorità di intervento
  • prendere atto del nuovo tessuto sociale e omogeneizzare i servizi
  • verificare i contributi statali e regionali
  • armonizzare lo sviluppo urbanistico prevedendo una revisione del PGT
  • verificare l’adeguatezza numerica del personale e delle sedi
  • verificare i trasporti pubblici
  • modificare lo statuto comunale al fine di prevedere forme di partecipazione allargata.
Contemporaneamente chiediamo che le due amministrazioni in carica si attivino al più presto organizzando incontri con la popolazione per favorire la più ampia raccolta di opinioni.

Confidando che la nostra proposta possa almeno essere oggetto di dibattito, porgiamo cordiali saluti.

giovedì 10 settembre 2015

San Fermo e Cavallasca
Fusione o incorporazione: vince l’improvvisazione
Fin dalla nascita della lista di Sanfermodemocratica abbiamo creduto nella unione dei comuni. Una opportunità per affrontare le sempre maggiori difficoltà cui vanno incontro le amministrazioni delle piccole comunità.
Abbiamo però sempre ritenuto che non si tratta di una passeggiata priva di insidie e difficoltà.
Occorre analizzare bene la situazione dei comuni interessati, omogeneizzare le previsioni di sviluppo urbanistico che potrebbero divergere, riformulare piani di investimento pluriennali individuando priorità comuni etc.
Occorre tener conto del tessuto sociale analizzando eventuali disomogeneità in materia di occupazione, pendolarismo, frontarielato, percentuale di anziani … per modulare i diversi servizi a disposizione.
Occorre coinvolgere e formare per tempo i dipendenti comunali ad alcuni dei quali si chiederà di ampliare la propria professionalità o di trasferirsi in altra sede.
Occorre soprattutto coinvolgere la popolazione non solo per illustrare i benefici della operazione ma per trovare insieme le soluzioni a scelte che potrebbero essere impopolari come il trasferimento di uffici e servizi da una sede all’altra o addirittura la chiusura di sedi con la necessità di spostarsi.
In quattro anni di amministrazione la giunta Comunale di San Fermo non ha mai affrontato l’argomento. Poi improvvisamente, fulminati sulla via di Damasco, sindaco e vicesindaco lanciano l’idea “uniamoci con Cavallasca!”.
Iniziano riunioni semiclandestine tra le due amministrazioni, si evita accuratamente la discussione nelle sedi istituzionali come il Consiglio Comunale e le Commissioni, si lasciano all’oscuro le minoranze. Si rilasciano quindi trionfalistiche dichiarazioni alla stampa sottolineando gli aspetti positivi del matrimonio tra la “ricca San Fermo e la nobile Cavallasca”.
La fretta e l’improvvisazione fanno però perdere il treno della fusione diciamo per via convenzionale, che per vederla realizzata per i primi mesi del 2016 andava richiesta in Regione entro Febbraio 2015.
Niente paura! Se non si può ricorrere alla “fusione convenzionale” adotteremo la “fusione per incorporazione” prevista da altre leggi dello Stato. Non più una unione alla pari ma il comune più grosso “ingloba” quello più piccolo. Anche stavolta senza chiedere un parere a nessuno, tanto meno agli abitanti di Cavallasca visto che in questo caso sono senza dubbio la “parte debole”.
Però ancora una volta si fanno i conti senza l’oste. Non è chiaro infatti se la “fusione per incorporazione” conceda gli stessi benefici economici della “fusione convenzionale” in particolare per quanto riguarda la deroga al “patto di stabilità”.
Il ministero del Tesoro interpellato non chiarisce: occorre il parere anche del ministero dell’Interno.
A questo punto ci si aspetterebbe una pausa di riflessione. Vale a dire fermiamoci e avviamo finalmente la discussione e il confronto che abbiamo snobbato in questi anni e prepariamoci con serietà alla prossima scadenza per presentare istanza di fusione alla Regione.
Invece no! Sulla stampa locale del 14 Agosto arriva la doccia fredda con una dichiarazione del sindaco Falsone “… pertanto la possibilità di unione dei due comuni si allontanerebbe nel tempo, forse in modo definitivo”.
Vale a dire “se non c’è la deroga al patto di stabilità gli altri vantaggi non ci interessano” (contraddicendo quanto affermato a suo tempo dal vicesindaco Mascetti) e ancora “o si fa tutto adesso o mai più!”.
Quindi, per i nostri Amministratori, o si incorpora Cavallasca PRIMA delle elezioni amministrative di Maggio 2016 o il giocattolino non interessa più.......perchè.......perchè bisogna innanzitutto crederci, confrontarsi con i cittadini (tutti non solo pochi eletti), in caso di “fusione convenzionale” avviare l'iter in Regione entro Febbraio 2016, affrontare la amministrative di Maggio, preparare il referendum, se l'esito è positivo in entrambi i Comuni, procedere con il Commissariamento, riaffrontare le Amministrative per un unico Consiglio Comunale, il nuovo Comune non si chiamerà più nè S. Fermo nè Cavallasca con tutto quello che consegue.....troppa fatica, S. Fermo è il comune ricco e della nobiltà può farne decisamente a meno.......
Si può affrontare un tema così serio e importante con tale approssimazione??