domenica 6 novembre 2011

Rifiuti tossici e Ospedale Sant'Anna.

Alla luce degli articoli comparsi sul quotidiano La Provincia di lunedì 24 e martedì 25 ottobre 2011 che riportano le testimonianze degli autisti dei camion che hanno scaricato nel cantiere dell'Ospedale Sant'Anna e non solo, rifiuti velenosi triturati illegalmente, (il tutto orchestrato dalla mafia ...), preoccupa il silenzio del nostro Sindaco e di tutta la giunta, silenzio che si potrebbe giustificare o spiegare adducendo un'effettiva impossibilità che ha un Sindaco nel fermare o coordinare un'opera pubblica con un impatto quasi incalcolabile sul nostro territorio.

Però, forse non tutti sanno che il Sindaco è il responsabile della condizione di salute della popolazione del suo territorio, e che la condizione di salute è strettamente correlata alla salubrità ambientale.

Ne consegue che, il Sindaco deve prendere provvedimenti se le condizioni ambientali sono invivibili, se esistono pericoli incombenti e, per la direttiva Seveso, deve informare la popolazione dei rischi cui è sottoposta.

Inoltre, dove mettiamo la responsabilità in vigilando sul cantiere aperto sul suolo di San Fermo per la realizzazione di un'opera pubblica imponente come un Ospedale Provinciale?

Se la nostra Amministrazione si trincera dietro un diplomatico silenzio, allora noi chiediamo, chiediamo cosa hanno fatto dal 2010 ad oggi e cosa hanno intenzione di fare a breve per tutelare la nostra salute e per tutelare il nostro povero territorio svenduto (è necessaria una bonifica???), anche per non reiterare l'accaduto in previsione della realizzazione di altre opere pubbliche sempre connesse alla struttura ospedaliera.

Chiediamo se tutti i controlli e le verifiche sul cantiere sono stati messi in atto, nei modi e nei tempi adeguati.

Chiediamo che la popolazione venga messa a conoscenza degli eventuali danni ambientali e dei relativi pericoli per la salute.

Di seguito riportiamo il testo dell'interrogazione presentata il 5 novembre: noi chiediamo, speriamo che ci rispondano … a breve.

                                           San Fermo della Battaglia, 5 novembre 2011

                                          Ill.mo Sig. Sindaco
                                          del Comune di SAN FERMO DELLA BATTAGLIA (CO)

                                e p. c. Ill.mo sig. PREFETTO
                                          della Provincia di COMO


INTERROGAZIONE ai sensi dell’art. 34 e seguenti del vigente Regolamento di C.C.

Oggetto: rifiuti tossici e Ospedale Sant'Anna.


Sono recentemente comparsi articoli sulla stampa locale, che riprendono analoghe notizie risalenti all’estate 2010, riguardanti indagini della magistratura su rifiuti tossici che sarebbero stati scaricati sul terreno durante le prime fasi di scavo e costruzione dell’ospedale Sant’Anna nel territorio del Comune di San Fermo della Battaglia.

In questo lungo periodo, oltre alle indiscrezioni a mezzo stampa, non risulta agli scriventi che siano state date, da parte dalle autorità locali, informazioni certe ai cittadini circa eventuali pericoli per la salute e per l’ambiente.

Si ritiene inoltre che, a prescindere dall’indagine della magistratura e degli altri organi di polizia giudiziaria che si muovono a seguito di una precisa notizia di reato per individuare prove e responsabilità, le autorità locali debbano mettere in atto tutte quelle misure di carattere preventivo e conoscitivo volte a tutelare la collettività.

Si chiede pertanto al Sindaco nella

Il Centro Young Boys Srl

Da tempo stiamo osservando e seguendo la realizzazione del progetto Young Boys in via Fittavolo.
Com’era (cliccare sull'immagine per ingrandire):

Come potrebbe essere (cliccare sull'immagine per ingrandire):

e ci siamo posti alcune domande:
  1. che cosa accadrà nella zona con l’arrivo di un presumibile consistente numero di autoveicoli in cerca di parcheggio? saranno sufficienti quelli in progetto?
     
  2. cosa è stato chiesto e cosa sarà fatto per garantire la tranquillità dei residenti e che quindi non si concretizzi un’altra Casate (inquinamento acustico ed inquinamento luminoso nelle tarde ore serali)?
Le risposte dovranno ovviamente essere fornite dalla Giunta Falsone, è loro il compito del fare.
Cominciamo con lo scrivere che non venga in mente a qualcuno la solita scontata battuta del tipo: “siete quelli contro … “.
NO !!! non siamo CONTRO,
il nostro è un intento positivo e ci poniamo delle domande che saranno nella nostra attenzione per sollecitare la Giunta a prevenire ed evitare che ci si trovi di fronte a problemi da risolvere dopo, questi sì forse di delicata e non semplice risoluzione.

giovedì 3 novembre 2011

La realizzazione del passaggio ciclo-pedonale.

Nella seconda metà di settembre, giorno più giorno meno, sono iniziati i lavori preparatori per la realizzazione del passaggio ciclo-pedonale che collegherà la via Peneporto all’area dell’ospedale Sant’Anna. Iniziati, ma ahimè fermi da tempo (s'è dissolta la frenesia del fare?).

Una realizzazione che di certo tutti apprezzeranno e noi non saremo da meno. E’ evidente che, oltre ai suggerimenti già segnalati durante un incontro con gli operatori dell’Ufficio tecnico, seguiremo con attenzione il prosieguo dei lavori e non solo: saremo anche attenti nel chiedere che poi sia definito un piano periodico di manutenzione per evitare che questo percorso sia colpito dal degrado, dall’incuria e dal vandalismo o diventi punto di sosta e consumo per tossici.

Un punto ci pare di difficile soluzione: come evitare che il percorso diventi una pista per motociclisti o ciclomotoristi o punto di sosta per tossici?

Teoricamente si potrebbe installare una web camera collegata via wifi per la rilevazione delle infrazioni oppure ci auguriamo almeno che, di tanto in tanto, la Polizia Municipale trovi modo di effettuare dei controlli.

Di fronte a queste annotazioni positive però non potevano mancare alcune domande-suggerimenti costruttive:
  • perché fermarsi al ponticello sul Seveso?
  • perché attendere, sempre che si concretizzi, la realizzazione del cosiddetto secondo lotto della viabilità di collegamento con l’ospedale?
  • perché non completare fin d’ora il collegamento, ancorchè provvisorio, con la strada dell’ospedale migliorando l’esistente tracciato del sentiero?
Arrivare al ponticello e poi fermarsi … ?

Ci auguriamo di no e che si prosegua per rendere la pista ciclo-pedonale utilizzabile da subito fin al suo collegamento con l'ospedale.
La situazione ad oggi
cliccare sulla fotografia per ingrandire

martedì 11 ottobre 2011

La continuità della specie (da Mascetti a Falsone).

Rimettendo un po’ d’ordine alla montagna di carta che ci ritroviamo sono capitati sott’occhio i volantini della campagna elettorale delle ultime tre elezioni amministrative comunali.
La nostra curiosità s’è posata su quelli di Progetto San Fermo, anche perché è il gruppo che gestisce il Comune di San Fermo della Battaglia da dieci anni, più i prossimi cinque (salvo cadute) e perchè si distinguono per la coerenza e la continuità nel perseguire gli obiettivi.
Fra quelli proposti dal loro volantino spicca la proclamazione quasi maniacale, vista la costanza nel tempo, della difesa del territorio dalla cementificazione e ci siamo soffermato sul punto, viste poi le recenti azioni tese alla salvaguardia del verde; riportiamo testualmente:

>>  PER LA CORRETTA GESTIONE DEL TERRITORIO

Infatti eccoci al 2001:
anno 2001
e poi al 2006:
 
anno 2006
A proposito, il problema dei Tir era dato per risolto.

Ed infine ad oggi, il 2011:
anno 2011
Complimenti per il decennale impegno in difesa del territorio dalla cementificazione!

Ma, senza fretta … con calma e serena tranquillità, osserviamo alcuni esempi del risultato dell'impegno, … fatti non parole (è scritto sul volantino):

>> l'effetto riempitivo dell'ultimo arrivo:

 

>> il complesso residenziale già esistente:
  
Siamo certi che se vi guardaste attorno, anche voi potreste scoprire qualche nuovo baluardo a difesa del territorio.
 

E ci diranno che … “ … ma c’era una vecchia fabbrica abbandonata”.

Noi possiamo esprimere la nostra opinione: l'effetto diga non ci piace.

venerdì 7 ottobre 2011

A San Fermo della Battaglia la strage silenziosa continua.

Sono stati sradicati i due cipressi all’incrocio di Leno.
SONO QUESTI LE ULTIME DUE VITTIME DELLA CEMENTIFICAZIONE DEL NOSTRO PAESE … MA SOLO PER ADESSO …….!!! LE VITTIME PRECEDENTI?

Ricordate il filare di alberi che rendeva piacevole percorrere via De Cristoforis, la provinciale verso Cavallasca, che nonostante il traffico ne mitigava l’inquinamento? Raso al suolo in un mattino! La presenza degli alberi, si disse, impedisce la visibilità e favorisce gli incidenti stradali! Nessuno osò obiettare che forse gli incidenti potevano essere dovuti alla eccessiva velocità o alla cattiva segnaletica.

Brutta sorte anche per gli alberi secolari e i boschetti che caratterizzavano la collina di Camerano, sopra Mornago, pur abbruttita da fabbriche inquinanti. Ora non ci sono più le fabbriche ma al loro posto un ammasso disordinato di asfalto e cemento. Hanno avuto il coraggio di chiamare “residenza dei cedri” (fa ridere il plurale) l’insieme di case a schiera poste sulla sommità della collina. Un affronto per l’unico cedro superstite in un parcheggio bruciato dall’asfalto.

Qualche anno fa i ragazzi delle scuole accompagnati dalla banda, dopo essersi sorbiti il discorso del preside e del sindaco con la fascia tricolore, misero a dimora nuovi alberi nel parco. Quei ragazzi non potranno più tornare a vedere di quanto sono cresciuti quegli arbusti piantati con tanta enfasi: sono stati tutti sacrificati per far posto all’erba bionica di Zambrotta!

E gli alberi secolari della piazza XXVII Maggio? sradicati per creare una bella piazza d’armi tutta cemento e pavè! Chi vorrà un po’ di fresco non avrà bisogno di alberi ma potrà bagnarsi direttamente con gli spruzzi di una nuova fontana a raso.

Molto presto toccherà al bellissimo faggio di via Montelatici essere abbattuto per far posto all’ennesima rotatoria (ma quante sono in poche centinaia di metri?!!).

I nostri amministratori quasi tutti nati, cresciuti e formatisi nel secolo scorso caratterizzato dal boom edilizio, si mostrano privi di una cultura ecologica e non particolarmente sensibili all'utilità di un arredo urbano ricco di alberi.

I bimbi delle nuove generazioni, pur educati da brave e volonterose maestre, potranno avere una migliore cultura del verde pur crescendo nel giardino dell'asilo dove è stato saldamente incollato un bel prato di plastica?

martedì 27 settembre 2011

Tariffe del parcheggio dell'ospedale Sant'anna.


  San Fermo della Battaglia, 24 settembre 2011

                                                   Ill.mo Sig. Sindaco
                                                   del Comune di
                                                   SAN FERMO DELLA BATTAGLIA (CO)

                                        e p. c. Ill.mo sig. PREFETTO
                                                  della Provincia di COMO


MOZIONE ai sensi dell’art. 34 e seguenti del vigente Regolamento di C.C.

Oggetto: Mozione dei Gruppi Consiliari San Fermo Democratica, Prospettiva San Fermo e Lega Nord: proposta di modifica dell'offerta tariffaria Parcheggio Ospedale Sant'Anna.

In merito all’argomento in oggetto i sottoscritti Sabrina Butti Consigliere Comunale e Capogruppo di San Fermo Democratica, Massimo Butti Consigliere Comunale e Capogruppo di Prospettiva San Fermo, e Andrea Signorelli Consigliere Comunale e Capogruppo di Lega Nord, chiedono di inserire all’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale la seguente mozione: proposta di modifica delle tariffe del parcheggio Ospedale Sant'Anna.

Considerato
che il nuovo Ospedale Sant'Anna ubicato sul territorio di San Fermo della Battaglia è un Presidio Ospedaliero a valenza sovracomunale, di conseguenza il servizio pubblico erogato da tale struttura coinvolge un bacino di utenza non solo appartenente al territorio circostante ma rivolto a tutta la provincia di Como;

Considerato
che l'accesso alla struttura ospedaliera rientra nella globalità dei servizi che devono garantire un efficace accoglienza degli utenti, ed è quindi conseguenza diretta che in tale prospettiva rientra anche un'equa valutazione delle tariffe che non deve essere di carattere speculativo;

Considerato
che la degenza media chirurgica è di 4/5 giorni e che la degenza media medica è di 7/8 giorni, e che tra i motivi di accesso alla struttura da parte dell'utenza vi è anche il ritiro dei referti e la visita a parenti ed amici degenti;

Visto
che l'area del Parcheggio del Presidio Ospedaliero è l'unico spazio fruibile nelle vicinanze per la sosta per le esigenze sopra esposte, a parte pochi posti auto a sosta libera in via Ravona, e verificato che per le soste brevi spesso le auto si fermano a margine della strada in evidente divieto di sosta;

Impegna il Sindaco e la Giunta
a variare l'offerta tariffaria del Parcheggio, come di seguito proposto, indicandole nella prossima gara di appalto ,al termine dell’attuale periodo di sperimentazione:


TARIFFE ATTUALI
1a ORA (o frazione di ora)     1,5 EURO
2a ORA (o frazione di ora)     1,5 EURO
3a ORA (o frazione di ora)     1,0 EURO
4a DALLA ORA ALLA 24a ORA 4,0 EURO

TARIFFA MINIMA           1,5 EURO
TARIFFA MASSIMA         4,0 EURO

ABBONAMENTO 10 ACCESSI SENZA LIMITE DI TEMPO 15 EURO
ABBONAMENTO MENSILE SENZA LIMITI DI ACCESSI    30 EURO

TARIFFE PROPOSTE
1a ORA (o frazione di ora dal 31° minuto) 1,0 EURO PRIMI 30 MINUTI GRATIS
2a ORA (o frazione di ora)                         1,5 EURO
3a ORA (o frazione di ora)                         1,5 EURO
4a DALLA ORA ALLA 24a ORA                     4,0 EURO

TARIFFA MINIMA         1,0 EURO
TARIFFA MASSIMA      4,0 EURO

ABBONAMENTO SETTIMANALE SENZA LIMITI DI ACCESSI 10 EURO
ABBONAMENTO 10 ACCESSI SENZA LIMITE DI TEMPO      15 EURO
ABBONAMENTO MENSILE SENZA LIMITI DI ACCESSI         30 EURO

Le tariffe, compresi gli abbonamenti, dovranno essere indicate chiaramente mediante la posa di appositi cartelli nelle zone di maggior transito.


Il Capogruppo di “San Fermo Democratica”
Sabrina Butti

Il Capogruppo di “Prospettiva San Fermo”
Massimo Butti

Il Capogruppo di “Lega Nord”
Andrea Signorelli

sabato 24 settembre 2011

San Fermo della Battaglia e gli alberi.

San Fermo era considerata una oasi verde alla periferia di Como. In coincidenza però con l’approvazione dell’ultimo strumento di pianificazione urbanistica o PGT (quello che prima chiamavamo piano regolatore) la superficie di territorio destinata a verde  non è più, come in passato, quella che prevale. La superficie urbanizzata infatti rappresenta ormai il 52% del totale.

Non solo la periferia agroforestale è gradualmente ridimensionata ma all’interno stesso del paese è dura la sopravvivenza per qualsiasi forma vegetale ed in particolare per gli alberi.

Ricordate il filare di alberi che rendeva piacevole percorrere  via De Cristoforis, la
la prossima "vittima" in via Montelatici
<<clicca sull'immagine per ingrandire>>
provinciale verso Cavallasca, nonostante il traffico e ne mitigava l’inquinamento? Raso al suolo in un mattino! La presenza degli alberi, si disse a giustificazione, impedisce la visibilità e favorisce gli incidenti stradali! Nessuno osò obiettare che forse gli incidenti, compreso quello con esito mortale avvenuto poco tempo prima, potevano essere dovuti alla eccessiva velocità o alla cattiva segnaletica.

Brutta sorte anche per gli alberi secolari e i boschetti che caratterizzavano la collina di Camerano, sopra Mornago, pur abbruttita da fabbriche inquinanti. Ora non ci sono più le fabbriche ma al loro posto solo un ammasso disordinato di asfalto e cemento. Hanno avuto il coraggio di chiamare “residenza dei cedri” (fa ridere il plurale) l’insieme di case a schiera poste sulla sommità della collina. Un affronto per l’unico cedro superstite in un parcheggio bruciato dall’asfalto.

Eppure negli anni ’90 una caparbia presidentessa della commissione ecologia si batteva per applicare la legge Rutelli. Qualcuno se ne ricorda? Un nuovo albero da piantare per ogni bimbo nato.

Qualche risultato si intravide. I ragazzi delle scuole accompagnati dalla banda, dopo essersi sorbiti il discorso del preside e del sindaco con la fascia tricolore, misero a dimora nuovi alberi nel parco. Quei ragazzi non potranno più tornare a vedere di quanto sono cresciuti quegli arbusti piantati con tanta enfasi: sono stati tutti sacrificati per far posto all’erba bionica di Zambrotta!

Un esempio emblematico del rapporto che i nostri amministratori hanno con gli alberi è rappresentato dalla sorte dei due platani che facevano bella mostra di sé qualche anno fa di fronte alla chiesa di Santa Maria. Per far posto ad uno striminzito ulivo furono sradicati e, per evitare le proteste di qualche ambientalista rompiscatole, ripiantati da un’altra parte, in
i due platani trapiantati dalla piazzetta di Santa Maria
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un angolo del  parcheggio di fronte alla Trattoria Vittoria. Ogni anno sembravano sul punto di morire ma poi qualche ramo verde stentatamente riappariva. La loro agonia è terminato proprio in questi giorni: approfittando della prevista risistemazione del parcheggio è stata praticata anche per loro una eutanasia liberatoria.

Forse memori di questa brutta esperienza, non c’è stato nessun tentativo di salvare gli alberi secolari della piazza XXVII Maggio: tutti (meno 2!?) sradicati e basta per creare una bella piazza d’armi tutta cemento e pavè! Chi vorrà un po’ di fresco non avrà bisogno di alberi ma potrà bagnarsi direttamente con gli spruzzi di una nuova fontana a raso.

Dobbiamo elencare anche qualche penoso tentativo in controtendenza come le ridicole palme (sì proprio palme come a San Remo) in un parcheggio di via Mornago bassa o gli alberelli stenterelli lungo il marciapiedi da Mornago a Santa Maria. È incredibile la lentezza della loro crescita. Tra quanti anni si potrà avere un poco di ombra?

Sembrano più consistenti le nuove piante di piazzale Don Prayer , ma riusciranno a sopravvivere circondate come sono da quella superficie di asfalto e sassi cementati che non lascia filtrare acqua nel suolo?

Intanto si eliminano definitivamente altri alberi, alcuni secolari di ville private, per far posto alla nuova rotatoria di via Noseda e prossimamente di Leno e via Montelatici.

Dobbiamo in qualche modo giustificare i nostri amministratori quasi tutti nati, cresciuti e formatisi nel secolo scorso caratterizzato dal boom edilizio, quindi privi di una cultura ecologica e non particolarmente sensibili alla utilità di un arredo urbano ricco di alberi

Dobbiamo dunque puntare sulle nuove generazioni?

Per le pur brave e volonterose maestre d’asilo di San Fermo non sarà però facile infondere amore per la natura tra i bimbi, futuri cittadini, dal momento che perfino nel giardino del nido e della scuola materna è stato saldamente incollato al terreno un bel prato di erba di plastica.