Acquedotto
comunale: Mascetti dice altre bugie ma questa volta qualcuno lo
bacchetta!
Il
mese scorso gli utenti dell’acquedotto di San Fermo hanno trovato,
allegata alla fattura da pagare, una simpatica lettera firmata dal
sindaco Mascetti con la quale si rammaricava degli aumenti tariffari,
dando la colpa “all’aumento dei costi per la gestione
dell’Ufficio d’Ambito” (ATO). Si tratta del nuovo organismo
cui tutti i Comuni della Provincia hanno dovuto aderire, in base ad
una legge regionale, per poter poi creare un unico soggetto erogatore
del servizio acquedotto e depurazione fognaria denominato Como Acqua
srl.
Abbiamo
chiesto allora spiegazioni a questo Ufficio d’Ambito (ATO), che ci
ha gentilmente risposto con lettera ufficiale, affermando che quanto
dichiarato da Mascetti è “perlomeno bizzarro”. Un bel modo
elegante per dire che ha scritto cose false e infondate.
L’Ufficio,
oltre a rigettare l’accusa indebita dell’onerosità della
gestione del proprio organismo, rimanda al mittente la volontà di
applicare tariffe elevate, ricordando che il Comune di San Fermo
fino al 2015 “ha
applicato tariffe superiori alla media provinciale”.
Ora
è impossibile non aderire a norme nazionali risalenti al 2011 (legge
Salva Italia del governo Monti) cui anche San Fermo si deve adeguare
indipendentemente dalla nascita dell’Ufficio d’Ambito.
Anche
noi siamo preoccupati per le difficoltà che sta affrontando ATO e
per la lentezza con cui si sta muovendo Como Acqua srl, che dovrà
sostituire nella gestione di questi importanti servizi i Comuni e
Consorzi di depurazione.
Il
Comune di San Fermo siede però nell’assemblea dei soci di Como
Acqua srl, si faccia quindi sentire in quella sede per riportare gli
interessi degli utenti, senza troppi piagnistei che lasciano il tempo
che trovano e dando informazioni corrette ai propri cittadini.
Certo
quello che Mascetti descrive come “il
nostro splendido Consorzio con i comuni di
Cavallasca
e Parè”
non lascia una bella eredità a Como Acqua srl. Basta consultare i
gravosi interventi di manutenzione straordinaria che sono stati
inseriti nel programma del nuovo ente per far fronte a carenze
strutturali segnalate dagli stessi comuni. Carenze che invece
pubblicamente l’amministrazione della ricca San Fermo ha sempre
negato fino a far destinare negli anni scorsi ad altre voci di
bilancio importanti risorse già destinate ad acquedotto e fognature.
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