Ieri sera, 9 Settembre, a San Fermo
Consiglio Comunale aperto, tema la fusione con Cavallasca.
Presenti tutti i consiglieri e un
pubblico numeroso, composto per la maggior parte da Cavallaschini.
Apre la serata
il sindaco Mascetti il quale annuncia che ci saranno numerosi
incontri con la popolazione, prima del referendum del 9 Ottobre, per
dare la possibilità a tutti di poter intervenire. Introduce il tema
precisando che la fusione che intende fare non
è solo un intervento per portare soldi o risolvere il problema del
bilancio di Cavallasca,
ma è un investimento per il futuro, perché i nostri figli devono
ricevere in eredità un comune più forte nei servizi, con tasse al
minimo, con personale efficiente e con i costi di gestione ridotti al
minimo. Con Cavallasca ci sono già alcuni servizi unificati,
vigilanza, protezione civile, servizi sociali, ufficio tecnico, ora
si deve puntare alla parificazione della tassazione dei servizi, ad
esempio la tariffa dell'asilo. La fusione porterà 600.000 euro
all'anno per 10 anni. Ha fatto i conti; 300.000 euro all'anno
serviranno per pagare il debito di bilancio (50.000 euro/anno) e
parificare le aliquote di Cavallasca alle aliquote di San Fermo, gli
altri 300.000
euro saranno a disposizione di tutti i cittadini del nuovo comune.
Per quanto riguarda la forma di rappresentanza richiesta dal nostro
gruppo e da altre parti, comunica che ne ha già parlato con
Ronchetti. Conclude dicendo che l'incorporazione ha solo pro e nessun
contro, quindi invita tutti a votare SI al referendum.
Prende la
parola il capogruppo Tettamanti, ripercorre le tappe che hanno
portato a prendere la decisione della fusione per incorporazione, in
modo da evitare ai cittadini di Cavallasca di pagare troppe tasse, e
per scongiurare fusioni con Como. Ribadisce che la cifra che andremo
ad introitare basterà per tutti. Il fine ultimo è comunque gestire
tutte queste risorse al meglio per ottimizzare.
Interviene il
capogruppo Butti Massimo che ribadisce no all'incorporazione con
Como, quindi si alla fusione con Cavallasca per coprire il buco di
bilancio e chiede 1 di sapere la cifra del debito di Cavallasca, 2 la
certezza che nessun amministratore di Cavallasca entri in Giunta, 3
che il nome del nuovo comune resti San Fermo della Battaglia.
E' il turno del capogruppo di San
Fermo Democratica Enzo Tiso. Pubblichiamo di seguito il suo
intervento.
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Fusione
qualche premessa:
esiste già una casistica
consistente sulla base di varie esperienze in Italia di fusione di
comuni. Da questa casistica è stato possibile indicare quali sono i
vantaggi ma anche che ci sono dei rischi.
Quali vantaggi:
- possibilità di migliorare nei comuni interessati l'efficienza e la qualità dei servizi e uffici,
- la possibilità di economie di scala nei costi (esempio con appalti unici),
- maggiori investimenti utilizzando le risorse economiche messe a disposizione dallo Stato, miglior controllo urbanistico, maggior peso istituzionale del nuovo ente (pensiamo ai nuovi compiti derivanti dallo scioglimento delle province) …
Vi sono però anche dei rischi:
- il nascere nella popolazione di un pregiudizio che la fusione porti alla perdita di identità territoriale e ad una sorta di smarrimento culturale,
- la possibilità che i nuovi servizi vengano erogati in modo disomogeneo,
- le possibili resistenze del personale pubblico che non accetta il cambiamento …
La normativa inizialmente nata per
favorire la fusione, enunciata nel testo unico degli enti locali ed
esplicitata in un decreto del 2000 e da norme regionali, per evitare
questi rischi, prevede una seria di tappe amministrative , tempi
adeguati e soprattutto un rapporto paritario tra i comuni
interessati.
Noi ora non stiamo applicando questa
normativa ma una legge successiva la 56 del 2014, Legge Del Rio, che,
prevedendo l’incorporazione, non mette più i comuni interessati
sullo stesso piano.
I vantaggi rimangono tutti, ma i
rischi, se non ben presidiati, potrebbero prevalere.
Noi di San Fermo Democratica
- siamo stati da sempre favorevoli
alla fusione dei piccoli comuni per tutti i vantaggi che ne derivano
visti prima.
- avremmo preferito, per evitare i
rischi, una fusione di tipo tradizionale, applicando la normativa del
2000, con una adeguata fase preparatoria che coinvolgesse in tempo
tutti gli interessati, procedura che tiene conto di tutti gli aspetti
di un percorso democratico
- se questo percorso fosse stato
concluso nel 2015 saremmo già un solo comune con tutti i benefici
del caso, limitando (molto probabilmente) la bancarotta di
Cavallasca, e avremmo nel 2016 potuto svolgere delle elezioni per il
nuovo Comune coinvolgendo correttamente e democraticamente anche gli
abitanti di Cavallasca
- vista la situazione finanziaria di
Cavallasca, abbiamo appoggiato la proposta di fusione per
incorporazione sulla base della Legge Del Rio, anche per evitare un
salasso economico alle famiglie, pensando che i vantaggi derivanti
dall'incorporazione saranno comunque simili a quelli derivanti da una
fusione tradizionale a beneficio di entrambe le comunità, con un
occhio non solo alla fase contingente ma anche alle future
generazioni.
Dobbiamo però a maggior ragione
evitare i rischi prima elencati:
- ad oggi per i nostri concittadini di San Fermo l’incorporazione potrebbe essere vista solo come una manovra per salvare Cavallasca dal dissesto finanziario senza comprendere che la fusione tra due comuni è ben altro.
- Per contro i cittadini di Cavallasca potrebbero vederla come un tentativo di “invasione” approfittando delle difficoltà di bilancio in cui sono, loro malgrado, incappati.
Che fare allora?
Le nostre parole chiave per
intraprendere questo processo devono essere:
- democrazia per evitare che Cavallasca venga di fatto fagocitata,
- trasparenza perché tutte le fasi del processo di incorporazione siano comprese da tutti a San Fermo e a Cavallasca
- e partecipazione perché il nuovo comune sarà di tutti
A tal
proposito già in data 11 Agosto avevamo chiesto l'istituzione
immediata di una commissione
trasversale con tutte le rappresentanze politiche
presenti nei due Consigli Comunali, al fine di evitare che tutte le
decisioni vengano assunte solo da San Fermo o solo dai due sindaci.
Questa commissione dovrebbe
affrontare tutte le problematiche inerenti la fusione, raccogliendo
anche le indicazioni che perverranno dai cittadini durante le
assemblee pubbliche indette.
Tra i temi da approfondire a nostro
avviso ci sono prioritariamente i punti che anche la Legge Del Rio
56/2014 cita nell'art. 130, ovvero:
“Lo
statuto del comune incorporante prevede che alle comunita' del comune
cessato siano assicurate adeguate forme di partecipazione e di
decentramento dei servizi. A tale scopo lo statuto e' integrato entro
tre
mesi dalla data di entrata in vigore della legge regionale di
incorporazione”.
Quindi, è necessario che per questi
due punti le due amministrazioni tutt'ora in carica ne declinino
almeno i principi, e che la popolazione ne venga informata al più
presto:
in che modo?
- impostare fin d'ora la modifica dello statuto comunale al fine di prevedere un organismo, per favorire la partecipazione allargata, in carica fino alle elezioni del 2021. A tal proposito il nostro gruppo propone la costituzione di un comitato di quartiere eletto direttamente dai cittadini residenti a Cavallasca, il cui rappresentate riferisca direttamente in Consiglio Comunale
- per quanto riguarda il decentramento dei servizi, è necessario almeno affrontare il problema dell’adeguatezza numerica e professionale del personale, e l'ubicazione delle sedi. In un secondo tempo si dovrà tener conto di come omogeneizzare tra loro i servizi; orari di apertura degli uffici, collegamenti intercomunali Cavallasca-San Fermo, biblioteca, trasporti alunni, mensa scolastica, servizi sociali, vigilanza urbana, ecc
- prendere visione dei bilanci, in modo tale che tutti i capi gruppo consiliari possano concretamente prendere atto della situazione economica/finanziaria dei due Comuni, verificando le entrate e le uscite nel dettaglio (tasse e tributi, contributi statali e regionali, ecc), iniziando ad omogeneizzare ed armonizzare le aliquote tributarie, e riformulare i piani di investimento pluriennali individuando le priorità di intervento
- armonizzare lo sviluppo urbanistico di un territorio che diventa più ampio e articolato confrontando i PGT. (Una delle perplessità che manifestano alcuni abitanti di Cavallasca riguarda il rischio di vedere il proprio territorio devastato a scapito di San Fermo; gli abitanti delle frazioni di San Fermo temono invece di essere ancora di più messi da parte, timore comunque condiviso anche dagli stessi cittadini di Cavallasca che temono di diventare la nuova periferia di San Fermo).
- verificare i trasporti pubblici con un confronto con l’azienda trasporti provinciale.
Quindi il
nostro è un si all'incorporazione se in questo mese verranno
salvaguardate democrazia,
trasparenza e partecipazione
non in modo astratto ma con impegni concreti e verbalizzati in sede
di apposita commissione come richiesto.
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In pratica noi chiediamo di
condividere e sottoscrivere degli impegni, per linea di principio,
che serviranno poi come impalcatura su cui costruire il nuovo comune,
discutere intorno ad un tavolo e abbozzare un progetto.
Come risposta, non solo alla nostra
richiesta, ma anche alle richieste simili avanzate nel corso della
serata, il Sindaco ribadisce, in pieno stile “Mascetti”:
- l'operatività di come dislocare i
servizi e come farli funzionare è di competenza della Giunta, la
Giunta è competenza solo del Sindaco e quindi non è argomento di
discussione; è inutile discutere ora come spostare le persone e dove
mantenere/chiudere i servizi, a tempo debito decideremo
- per quanto riguarda la resistenza
al cambiamento del personale ricorda che i dipendenti sono pagati per
lavorare e se a qualcuno non va bene è libero di cambiare
- per come sarà rappresentata
Cavallasca nel nuovo comune ovvero in che modo sarà garantita la
democrazia continua a ripetere che ci sta pensando, e che la
democrazia è soddisfatta dal referendum del 9 Ottobre
- alla critica di non avere mai
coinvolto le persone sulla decisione del tipo di fusione da
intraprendere, visto che è da 4 anni che l'argomento è all'ordine
del giorno, e che ora il tempo è troppo breve per comprendere,
risponde che se nel 2021 il suo operato sarà giudicato insufficiente
i cittadini saranno liberi di non votarlo
- sottolinea più volte che ad oggi
non esiste il fantasma della fusione con Como
- a chi avrebbe voluto vedere nero
su bianco esplicitato meglio l'aspetto economico, continua a ripetere
come un mantra che 230.000 euro servono a pareggiare il
bilancio di Cavallasca (a volte sono 300.000....) il resto è per
tutti, in più saranno a disposizione i risparmi derivati
dall'ottimizzazione dei servizi
- a chi avrebbe voluto discutere su un progetto già abbozzato, risponde che non è il caso di fare previsioni che poi magari non si riusciranno a rispettare, ma che si vedrà di volta in volta.
Sembra già tutto deciso, numerose
persone alla fine si sono chieste a cosa è servito questo consiglio
aperto se oramai non c'è più spazio per un suggerimento o una
critica........
Ci vediamo Lunedì 12 Settembre a
Cavallasca
errata corrige...........Mercoledì 14 Settembre sempre a Cavallasca
errata corrige...........Mercoledì 14 Settembre sempre a Cavallasca
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